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  • sabato 21 Luglio 2012

La questione delle province, in 5 punti

Che cosa si sa (e che cosa non si sa) su quali province saranno abolite, quando, come, le città metropolitane e quanto si potrebbe risparmiare

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri i criteri per decidere quali province saranno soppresse e quindi accorpate. L’abolizione delle province è un tema di cui si discute da molti anni: Silvio Berlusconi lo fece inserire nel programma per la campagna elettorale del 2008, e anche Walter Weltroni, allora segretario del PD, disse che l’abolizione delle province era una priorità del PD. Quando nel luglio del 2011 si trattò di votare sull’abolizione, poi, il PdL votò contro e il PD si astenne.

1. Quali province saranno abolite
Non saranno abolite tutte, ma si agirà secondo dei criteri che sono stati stabiliti ieri dal Consiglio dei ministri. La spending rewiev (il decreto con cui il governo taglierà, tra le altre cose, il numero delle province) accorperà quelle province che hanno meno di 350 mila abitanti o con un’estensione inferiore ai 2.500 chilometri quadrati. Sono salve dalla soppressione le province sede di capoluogo di regione.

(Come saranno accorpate le province)

Il governo non ha fornito l’elenco delle province che saranno accorpate. Secondo una lista pubblicata ieri dal Sole 24 Ore, le province che scompariranno saranno in tutto 31. Piemonte e Toscana quelle che ne perderanno di più: dovrebbero accorpare quattro province ciascuno. Veneto, Molise e Umbria ne perderanno una soltanto. Puglia, Basilicata, Lazio, Valle d’Aosta potrebbero non perdere alcuna provincia. Secondo la lista del Corriere uscita oggi ad essere abolite saranno il doppio delle province: 64 (si salverebbero solo Valle d’Aosta, Trentino e Basilicata). Per Repubblica il numero è ancora più alto: nella sua lista scompaiono 67 province.

2. Come
Stabiliti i criteri, il Governo li ha comunicati ai Consigli delle autonomie locali (CAL), cioè quegli organi che sono presenti in ogni regione e che fungono da raccordo tra la regione e le autonomie locali (province e comuni) che la compongono. Ai CAL spetterà decidere “chi andrà con chi”, cioè come saranno accorpate le province soppresse. Le regioni poi comunicheranno al governo le loro decisioni. Il Governo a sua volta promuoverà un nuovo “atto legislativo” per completare la procedura. Ecco quello che scrive il Governo sul suo sito:

Nei prossimi giorni il Governo trasmetterà la deliberazione al Consiglio delle autonomie locali (CAL), istituito in ogni Regione e composto dai rappresentanti degli enti territoriali (in mancanza, la deliberazione verrà trasmessa all’organo regionale di raccordo tra Regione ed enti locali). La proposta finale sarà trasmessa da CAL e Regioni interessate al governo, il quale provvederà all’effettiva riduzione delle province promuovendo un nuovo atto legislativo che completerà la procedura.

La definizione di “atto legislativo” lascia nel dubbio su come il governo intenda attuare gli accorpamenti. Alcuni deputati hanno criticato il Governo, sostenendo che l’abolizione e l’accorpamento delle province abbiano bisogno di una modifica costituzionale.

3. Quando
Nel suo comunicato il Governo scrive entro il 1 gennaio 2014, cioè dopo le prossime elezioni. Il Governo ha scritto che invierà la sua decisione ai CAL “in giornata”, ma non ha specificato quanto tempo avranno le Regioni per rispondere. Una volta ricevuta la comunicazione dalle Regioni, il tempo necessario ad abolire le province dipenderà dalla procedura che il governo deciderà di seguire. Se le abolirà per decreto potrebbe essere immediata, mentre se decidesse di seguire il percorso della legge costituzionale i tempi si allungherebbero molto e probabilmente toccherebbe al prossimo governo gestire il voto.

4. Le città metropolitane
Alcune province saranno sostituite da 10 città metropolitane. Si tratta di un nuovo tipo di autonomia locale istituita con la riforma della Costituzione del 1998, ma mai attuata. Non è ancora chiaro quali città diventeranno città metropolitane, ma sono piuttosto sicure Roma, Milano, Torino, Firenze, Venezia. Mentre si parla anche di Bari.

5. Quanto si risparmierà
Nel 2011 Tremonti disse che dall’abolizione delle province non ci si potevano aspettare più di 2-300 milioni di risparmi, una cifra piuttosto bassa. Il calcolo era dovuto al fatto che scomparse le province si sarebbero eliminati soltanto gli organismi politici delle province (cioè giunte, consigli, assessori e presidenti). I dipendenti invece sarebbero stati trasferiti, così come le varie funzioni delle province (ambiente, trasporti, viabilità ed edilizia scolastica), mantenendo più o meno inalterate le spese. Un paper dell’Istituto Bruno Leoni ha contestato queste cifre, sostenendo che l’abolizione delle province potrebbe portare fino a 2 miliardi di euro di risparmi.

foto: Vincenzo Coraggio / LaPresse