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  • mercoledì 13 Giugno 2012

Domenica si ri-vota in Grecia

Guida alle nuove elezioni parlamentari: chi è avanti nei sondaggi, come va l'economia e cosa dicono i partiti (compreso l'inquietante Alba Dorata)

Domenica 17 giugno in Grecia si vota per le elezioni legislative, per la seconda volta in poco più di un mese. Si tratta di elezioni fondamentali per il paese, in grave crisi economica e finanziaria, e decisive anche per l’eurozona e quindi l’economia mondiale. C’è anche la possibilità che si riverifichi lo stallo politico dello scorso 6 maggio, quando i partiti greci non riuscirono a formare una coalizione di governo. In quel caso le conseguenze, politiche ed economiche, potrebbero essere molto gravi.

Chi vince
Le elezioni si giocano essenzialmente su due fattori: il partito che vincerà le elezioni e la coalizione di governo che riuscirà a formare a seconda dei risultati. Il primo punto è fondamentale perché la lista che ottiene il maggior numero di voti ha anche un premio di maggioranza di 50 seggi, che sono cruciali in un Parlamento da 300 seggi, dove la maggioranza assoluta è fissata a 151. I timori delle autorità europee e di diversi economisti è che a essere primo partito, stavolta, possa essere SYRIZA, una coalizione di piccoli partiti di sinistra radicale guidata dal giovane leader Alexis Tsipras.

(Chi è Alexis Tsipras)

Tsipras ha già annunciato cambiamenti radicali qualora SYRIZA andasse al governo, tra cui la rinuncia alle politiche di austerità accordate con la comunità internazionale e più statalizzazioni. Con queste premesse, la troika (Unione Europea, Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea) probabilmente interromperebbe gli aiuti finanziari concessi fin qui e la Grecia sarebbe costretta a fallire, uscendo molto probabilmente dall’euro, con conseguenze potenzialmente gravi ma ancora sconosciute per tutta l’eurozona.

(Le FAQ sulla Grecia e l’euro)

L’unico altro partito che può sperare di arrivare primo e ottenere il premio di maggioranza è Nuova Democrazia (centrodestra), che fino a qualche mese fa era all’opposizione. Nuova Democrazia, che sostiene il piano di risanamento accordato con la troika, nelle ultime settimane ha cercato di guadagnare voti annunciando di voler rinegoziare parzialmente le condizioni di austerità imposte dalla comunità internazionale affinché venga dato più respiro ai greci.

Negli ultimi giorni il suo leader Antonis Samaras si è fatto vedere molto di più tra la gente, una scelta che fino a questo momento aveva fatto molto raramente (anche per paura di ritorsioni) e che secondo alcuni sarebbe arrivata troppo tardi. Secondo i sondaggi delle ultime settimane, circa il 70 per cento dei greci vuole rimanere nell’euro e Samaras punta tutto su questo. Non a caso da giorni ripete: “L’euro sarà crescita, la dracma sarà la morte”.

Gli ultimi sondaggi
I sondaggi sono contraddittori. Subito dopo il voto del 6 maggio, SYRIZA, almeno secondo le intenzioni di voto rilevate da vari istituti, era diventata primo partito. Poi Nuova Democrazia è sembrata aver recuperato e ora sarebbe in testa, con poco meno del 30 per cento delle intenzioni di voto, seguita a poca distanza da SYRIZA. Terzo partito è il PASOK (socialisti, al governo sino a qualche mese fa) che però starebbe perdendo sempre più consensi (ora sarebbe addirittura sotto quota 15 per cento).

Sotto il 10 per cento, poi, ci sarebbero nell’ordine i Greci Indipendenti (ossia i ribelli antieuropei fuoriusciti da Nuova Democrazia), i comunisti del KKE, Sinistra Democratica (un partito europeista) e il partito di estrema destra Alba Dorata, ancora sopra la soglia del 5 per cento. Con questi dati, piuttosto simili ai risultati delle scorse elezioni, non è escluso un nuovo stallo politico.

La BBC ha fatto una media dei risultati degli ultimi sondaggi dei vari istituti, giorno per giorno. Le rilevazioni si fermano al 1 giugno perché, secondo la legge greca, non possono essere diffusi sondaggi nei 14 giorni precedenti al voto.

Le minacce dell’estrema destra
In base a queste proiezioni Alba Dorata, dunque, potrebbe confermare il suo ingresso in Parlamento, già raggiunto lo scorso 6 maggio, nonostante alcuni inquietanti episodi che recentemente hanno coinvolto suoi esponenti, primo tra tutti la violenta aggressione in diretta tv del suo portavoce Ilias Kasidiaris a due deputate di sinistra. Kasidiaris è ricercato. Ieri un altro deputato di Alba Dorata, Ilias Panagiotaros, ha annunciato che se il partito entrasse in Parlamento, i suoi rappresentanti “cacceranno gli immigrati dagli ospedali e dagli asili nido per far posto ai greci”.

Lo stato dell’economia greca
Già sull’orlo del fallimento, la Grecia sta faticando parecchio a rispettare le condizioni imposte dai due prestiti internazionali che ha ricevuto, per vari motivi: l’economia è in grave recessione, le entrate dalle tasse sono scese, gli interessi delle nuove obbligazioni che emette restano alti. Entro giugno, inoltre, secondo gli accordi presi con la troika, la Grecia dovrà approvare altri tagli alla spesa per 11 miliardi di euro e questo sarà un compito molto arduo per i partiti europeisti, qualora dovessero andare al governo.

Inoltre le banche greche vedono ridursi, giorno dopo giorno, i loro depositi bancari. Questo ha gravi conseguenze per il sistema bancario greco che in questo modo ha sempre meno liquidità. Oramai si calcola che ogni giorno i greci ritirino dai 100 ai 500 milioni di euro dalle banche e che solo a maggio sono stati ritirati quasi 6 miliardi di euro. Dalla fine del 2009, quando è esplosa la grave crisi finanziaria in Grecia, sarebbero stati ritirati già 80 miliardi di euro. Non è ancora una “corsa agli sportelli”, quanto il segnale che un numero sempre maggiore di greci ha iniziato a vivere di risparmi.

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foto: LOUISA GOULIAMAKI/AFP/GettyImages