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  • mercoledì 16 maggio 2012

È iniziato il processo contro Mladic

L’ex generale è incriminato di undici capi d’accusa, tra cui genocidio e crimini contro l’umanità, commessi durante la guerra civile in Bosnia: si è presentato in aula facendo gesti minacciosi

Aggiornamento alle ore 21.00 – È stata aggiornata a domani la prima udienza del processo a Ratko Mladic davanti al tribunale penale internazionale dell’Aia per la ex Jugoslavia. L’ex generale è entrato in aula e, con un atteggiamento di aperta sfida, ha applaudito e ha rivolto il pollice alto verso le persone presenti in aula. Guardando poi una donna musulmana, una delle parenti delle vittime di Srebrenica, ha minacciato con un gesto della mano di tagliarle la gola: i lavori sono stati brevemente sospesi.

L’accusa ha aperto il processo con un video per raccontare l’assedio di Sarajevo e il massacro di Srebrenica: «Non c’è alcun dubbio che dietro tutto questo» ha detto il procuratore Dermot Groome «c’è la mano di Mladic». Ha anche spiegato che alcuni appunti personali di Mladic dimostrerebbero che lui e Radovan Karadzic, l’ex leader serbo-bosniaco, avevano pianificato l’assedio di Sarajevo come parte fondamentale della loro strategia di pulizia etnica. Nei quaderni sarebbe infatti scritto: «Sarajevo deve essere divisa o rasa al suolo». L’accusa ha spiegato che Sarajevo doveva essere colpita «perché modello di convivenza multietnica».

***

Oggi inizierà all’Aia, in Olanda, il processo contro l’ex generale serbo-bosniaco Ratko Mladic, condotto dal Tribunale Penale Internazionale per l’ex Jugoslavia. Ratko Mladic – che venne arrestato lo scorso maggio dopo sedici anni di latitanza – è incriminato di undici capi d’accusa tra cui genocidio e crimini contro l’umanità, commessi durante la guerra civile in Bosnia Erzegovina del 1992-1995. In particolare, Mladic avrebbe ordinato il massacro di Srebrenica, quando i soldati serbo-bosniaci uccisero 8.372 bosniaci musulmani in soli due giorni, dal 9 all’11 luglio 1995, e avrebbe guidato l’assedio di Sarajevo, durato ben 44 mesi durante i quali morirono 12 mila civili.

(Cosa fu Srebrenica)

Mladic ha rinunciato a fare qualsiasi dichiarazione durante i primi due giorni del processo, in cui i procuratori esporranno il caso. La prima testimonianza è prevista per il 29 maggio. I procuratori, che hanno duecento ore di tempo complessive per presentare il caso prima che inizi l’intervento della difesa – presenteranno ai giudici più di 400 testimonianze, per lo più in forma scritta, della colpevolezza di Mladic, che rischia l’ergastolo.

(Storia e infamie di Ratko Mladic)

La scorsa settimana gli avvocati dell’ex generale hanno cercato di ritardare il processo chiedendo la sostituzione del giudice olandese Alphons Orie, che presiede il processo, considerandolo prevenuto nei confronti di Mladic perché ha già condannato molti suoi sottoposti. Il presidente del tribunale Theodor Meron ha però rifiutato la richiesta definendo i timori infondati. Lunedì sera la difesa ha presentato una richiesta di ritardare il processo di sei mesi, dicendo che Mladic non aveva avuto abbastanza tempo per prepararsi. Molti temono che Mladic, che ha 69 anni, possa morire prima della sentenza come accadde nel 2006 a Slobodan Milosevic, l’ex leader serbo, morto di infarto mentre era in carcere all’Aia e prima della fine del processo contro di lui. Le condizioni di salute di Mladic non sono buone: avrebbe avuto almeno un infarto mentre era latitante e lo scorso ottobre è stato ricoverato in ospedale per una polmonite.

Lo scorso giugno si era tenuta un’udienza preliminare durante la quale il giudice Orie lesse i capi di accusa a Mladic, che rifiutò di dichiararsi colpevole o innocente e definì le accuse «odiose», «parole mostruose, che non ho mai sentito prima». Mladic ha detto ai suoi avvocati di non aver fatto nulla di male e che il suo esercito stava semplicemente difendendo il popolo serbo in Bosnia durante la guerra civile.

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Ratko Mladic all’udienza preliminare del 3 giugno 2011 (Martin Meissner/Pool/AP/dapd)

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