Colonia toroidale. Vista in sezione © NASA Ames Research Center

Le colonie spaziali della NASA

Le spettacolari elaborazioni grafiche che l'ente commissionò negli anni Settanta per illustrare i suoi progetti di città in orbita

Dopo aver sorvolato i grattacieli di Manhattan, venerdì scorso lo Shuttle Enterprise è atterrato all’aeroporto JFK di New York su un Boeing 747 modificato, segnando una delle ultime appendici del programma spaziale degli Shuttle avviato dalla NASA verso la fine degli anni Sessanta e terminato lo scorso anno con l’ultima missione in orbita dell’Atlantis. L’ente spaziale ora è al lavoro per progettare il suo prossimo sistema di trasporto spaziale, mentre alcune società private stanno sperimentando le loro navicelle per raggiungere lo spazio. La NASA ha molti piani per il proprio futuro, ma le risorse economiche sono limitate e stanno condizionando lo sviluppo dei progetti. È un momento delicato e sembrano lontani i tempi in cui si immaginava di poter costruire enormi basi orbitali per ospitare decine di migliaia di esseri umani.

Negli anni Settanta, mentre i tecnici e gli ingegneri si davano da fare per studiare un sistema di trasporto riutilizzabile come lo Shuttle, i progettisti del NASA Ames, il principale centro di ricerca dell’ente spaziale, commissionarono la realizzazione di diverse elaborazioni grafiche per illustrare le loro idee su una futura colonizzazione dello spazio. Ipotizzarono che la soluzione migliore fosse la costruzione di basi orbitali e non planetarie o su satelliti naturali come la Luna. Le basi in orbita intorno alla Terra, in grado di ospitare fino a diecimila persone, avrebbero consentito rifornimenti più rapidi, una grande produzione di energia grazie ai pannelli solari e si sarebbero rivelate più pratiche ed economiche da costruire.

I progettisti che si occuparono del progetto per il NASA Ames immaginarono negli anni Settanta che una prima colonia orbitale sarebbe stata costruita entro 25 – 50 anni. Realizzata la prima unità, sarebbe stato poi più semplice costruire le basi orbitali successive. A oggi l’unica struttura che consente di vivere per lungo tempo in orbita è la Stazione Spaziale Internazionale, dove vivono e lavorano astronauti delle principali agenzie spaziali di tutto il mondo. L’aspetto della Stazione è tuttavia molto diverso da quello delle immaginifiche rappresentazioni grafiche commissionate dalla NASA negli anni Settanta.