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La “lettera segreta” della BCE al Governo

Il testo con cui il 5 agosto Trichet e Draghi chiedevano tagli alla spesa, liberalizzazioni, riforme delle pensioni e l'abolizione delle province

All’inizio di agosto, in piena tempesta economica europea, con la rapidissima crescita dello spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi e il timore che le aste dei titoli di Stato italiani andassero male, pregiudicando la capacità del Paese di ottenere denaro in prestito, la Banca Centrale Europea ha inviato una lettera al Governo italiano. La circostanza è nota, per quanto nella maggioranza qualcuno ne negò l’esistenza: all’epoca se ne parlò molto e ci fu chi accusò il Governo di essersi fatto commissariare dalle istituzioni europee, visto che queste nella lettera “strettamente confidenziale” chiedevano una serie di interventi urgenti e concreti prima di impegnarsi ad acquistare i titoli di Stato italiani (cosa che effettivamente cominciarono a fare un paio di giorni dopo l’invio della lettera). Oggi il Corriere della Sera pubblica il testo integrale di quella lettera. È firmata da Jean-Claude Trichet, attuale governatore della BCE, e dal suo successore Mario Draghi. Ci sono dentro molte cose che il Governo ha poi inserito nella manovra d’emergenza, e molte altre che invece no.

Francoforte/Roma, 5 Agosto 2011
Caro Primo Ministro,
Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea il 4 Agosto ha discusso la situazione nei mercati dei titoli di Stato italiani. Il Consiglio direttivo ritiene che sia necessaria un’azione pressante da parte delle autorità italiane per ristabilire la fiducia degli investitori.
Il vertice dei capi di Stato e di governo dell’area-euro del 21 luglio 2011 ha concluso che «tutti i Paesi dell’euro riaffermano solennemente la loro determinazione inflessibile a onorare in pieno la loro individuale firma sovrana e tutti i loro impegni per condizioni di bilancio sostenibili e per le riforme strutturali». Il Consiglio direttivo ritiene che l’Italia debba con urgenza rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità di bilancio e alle riforme strutturali.
Il Governo italiano ha deciso di mirare al pareggio di bilancio nel 2014 e, a questo scopo, ha di recente introdotto un pacchetto di misure. Sono passi importanti, ma non sufficienti.

Nell’attuale situazione, riteniamo essenziali le seguenti misure:
1.Vediamo l’esigenza di misure significative per accrescere il potenziale di crescita. Alcune decisioni recenti prese dal Governo si muovono in questa direzione; altre misure sono in discussione con le parti sociali. Tuttavia, occorre fare di più ed è cruciale muovere in questa direzione con decisione. Le sfide principali sono l’aumento della concorrenza, particolarmente nei servizi, il miglioramento della qualità dei servizi pubblici e il ridisegno di sistemi regolatori e fiscali che siano più adatti a sostenere la competitività delle imprese e l’efficienza del mercato del lavoro.
a) È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala.
b) C’è anche l’esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d’impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione. L’accordo del 28 Giugno tra le principali sigle sindacali e le associazioni industriali si muove in questa direzione.
c) Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi.

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