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  • martedì 6 settembre 2011

Nuovi dubbi sulla versione dei Murdoch

Quattro ex dirigenti di News of the World contraddicono in parlamento la versione dei capi di Newscorp sullo scandalo delle intercettazioni illecite

Aggiornamento delle 19:00
James Murdoch ha respinto le accuse avanzate contro di lui da Tom Crone e Colin Myler. I due ex dirigenti di News International hanno sostenuto in parlamento che James Murdoch sapeva almeno dal 2008 che le intercettazioni illecite erano praticate dai giornalisti di News International.

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La commissione parlamentare britannica che indaga su News International, la società di Rupert Murdoch editrice dei tabloid al centro dello scandalo sulle pratiche illegittime dei suoi giornalisti, ha ripreso stamattina le sue audizioni. Sono stati ascoltati quattro ex dirigenti dell’azienda, che hanno contraddetto le dichiarazioni rilasciate alla commissione da James Murdoch, figlio di Rupert, e quelle di Les Hinton, dimissionario direttore esecutivo di Dow Jones, la società americana di Murdoch che pubblica il Wall Street Journal.

I quattro dirigenti che si sono presentati alla commissione sono Colin Myler, ex direttore di News of the World, Tom Crone, direttore della sezione legale di News of the World, Jon Chapman, direttore della sezione legale di News International, e Daniel Cloke, direttore delle risorse umane di News International.

La commissione ha chiesto ai quattro dirigenti se secondo loro James Murdoch aveva mentito riguardo al momento in cui era venuto a conoscenza delle intercettazioni e riguardo alla consapevolezza della diffusione della pratica all’interno della sua azienda. Gli altri temi affrontati sono i pagamenti emessi dalla compagnia al capo della federazione calcistica britannica Gordon Taylor e all’ex giornalista Clive Goodman, l’uomo da cui tutto lo scandalo è cominciato, arrestato nell’aprile del 2006, processato e condannato a quattro mesi di prigione.

Il Guardian ha raccolto le dichiarazioni più rilevanti dell’audizione:

Tom Crone ha dichiarato alla commissione che è “certo” di aver detto a James Murdoch della cosiddetta “email Neville” , quella che provava che c’era ben più di un solo giornalista coinvolto nelle intercettazioni. Questo contraddice le dichiarazioni rilasciate a luglio da Murdoch, che aveva detto che non era a conoscenza della mail.

Les Hinton aveva autorizzato un pagamento di 250.000 sterline a Goodman anche se il giornalista era stato riconosciuto colpevole di un reato, processato, e licenziato. In merito a questo Crone ha dichiarato che Hinton aveva approvato il pagamento a Goodman di un anno di stipendio di buonuscita (90.000 sterline), come “gesto di aiuto verso la famiglia” del giornalista.  La quota restante era stata considerata un informale patteggiamento che doveva distogliere Goodman dal ricorrere al tribunale del lavoro. Crone ha dichiarato che questa seconda somma è stata calcolata secondo modalità convenzionali, e che includeva un anno di lavoro e un’ulteriore “quota di compensazione”.

Dall’audizione è emerso che l’ex direttore di News of the World Andy Coulson (poi portavoce del premier britannico David Cameron), aveva intenzione di riassumere Goodman dopo la sua scarcerazione. Crone ha detto alla commissione che Coulson gli aveva confidato che sperava di convincere Hinton a riassumere Goodman, magari con un incarico di grado inferiore. Crone ha ammesso che le 400.000 sterline pagate a Gordon Taylor a titolo di risarcimento danni per le intrusioni nella sua segreteria telefonica costituivano effettivamente una somma considerevole, ma che News International non voleva in questo modo comprarsi il suo silenzio.

Nel frattempo News International si trova in grave difficoltà. Un’ora prima dell’inizio dell’audizione, Tom Mockridge, diretture esecutivo della compagnia, ha scritto ai dipendenti che dovranno essere tagliati 110 posti di lavoro, nel corso del prossimo anno finanziario.

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