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  • domenica 26 Giugno 2011

Il “ponte” di Helgoland

Gli abitanti di un arcipelago a 50 km dalle coste tedesche votano oggi per decidere se unire le loro due isole e farne una

I circa milleduecento abitanti di Helgoland, un arcipelago formato da due isole nel mare del Nord, a circa cinquanta chilometri dalle coste tedesche, votano oggi per decidere se approvare un progetto che prevede di unire tra loro le due isole con un “ponte” di terra.

Il turismo a Helgoland è in crisi da anni e il progetto punta proprio al suo rilancio: i piani prevedono di unire l’isola principale, che è grande circa un chilometro quadrato, è l’unica popolata ed è chiamata semplicemente Hauptinsel (“isola principale”, appunto), con “la duna”, Düne in tedesco, una lingua di terra un po’ più piccola, piatta e circondata da spiagge di sabbia. Sulla “duna” c’è un piccolo aeroporto e un campeggio. La nuova striscia di terra sarebbe lunga 850 metri e larga 300, e aumenterebbe la superficie dell’arcipelago di circa un quarto. Il costo del progetto è stimato in diverse decine di milioni di euro.

Una simulazione al computer del progetto per unire l'arcipelago di Helgoland.

Helgoland non è nuova a modifiche del suo territorio. Fino al 1720 le due isole erano unite, ma furono separate da una tempesta; nell’aprile del 1947 la Royal Navy britannica usò l’isola principale, allora disabitata, per una delle esplosioni non nucleari più grandi della storia, usando 6.500 tonnellate di esplosivi. La marina britannica aveva messo in conto che le isole scomparissero completamente, ma si limitarono a spianarne metà per restituire l’arcipelago all’amministrazione tedesca nel 1952. Questo era già stata oggetto di un complesso scambio territoriale tra i due paesi nel 1890, il trattato di Helgoland e Zanzibar, che coinvolgeva diversi possedimenti coloniali nell’Africa Orientale e il passaggio di Helgoland dal Regno Unito (che lo possedeva dal 1807) alla Germania.

Negli anni Sessanta e Settanta arrivavano a Helgoland qualcosa come 800.000 turisti all’anno, mentre oggi sono circa 300.000, molto attratti anche dal fatto che l’arcipelago è una zona con particolari condizioni fiscali e quindi non si pagano tasse su alcool, profumi e sigarette. Nonostante questo, col tempo Helgoland si è fatto il nome di una zona turistica solo per anziani, vista la ridottissima estensione e la mancanza di attrazioni.

foto: Hero Lang/dapd