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  • venerdì 6 Maggio 2011

Il crollo dei liberaldemocratici inglesi

Il principale risultato delle elezioni locali di ieri nel Regno Unito è che il partito di Clegg si è sbriciolato

Ieri era un giorno di molte elezioni, in Regno Unito. Oltre al referendum sulla legge elettorale, infatti, si votava anche per il rinnovo dei membri dei parlamenti locali: di quello scozzese, di quello gallese, di quello dell’Irlanda del Nord. E si votava anche in Inghilterra, per alcune elezioni locali. Leggendo i risultati e i relativi commenti sulla stampa britannica, il dato centrale è uno solo: i liberaldemocratici hanno sofferto la loro peggiore sconfitta elettorale negli ultimi trent’anni.

Quando lo spoglio delle schede ha interessato soltanto un terzo dei collegi, i liberaldemocratici hanno già perso 200 seggi locali: i loro consensi sul piano nazionale sono precipitati al 15 per cento e tra i seggi persi c’è anche quello di Sheffield, poco distante dal collegio elettorale di Nick Clegg. Non è andata molto meglio al partito laburista, che ha ottenuto molti seggi ma ha subito una pesante sconfitta in Scozia, dove lo Scottish National Party riuscirà probabilmente a ottenere la maggioranza nel parlamento locale. I conservatori invece hanno tenuto, e aspettano di essere rinfrancati dai risultati del referenfum elettorale, che dovrebbero premiare la loro posizione.

La sconfitta dei liberaldemocratici rende ancora più complicata la loro permanenza al governo insieme ai conservatori. L’ex leader dei libdem, lord Ashdown, ha accusato David Cameron di avere attaccato eccessivamente e scorrettamente i liberaldemocratici durante la campagna referendaria. Molti esponenti dei libdem da settimane chiedono a Clegg di incalzare Cameron e di avere posizioni più indipendenti all’interno del governo. Gli elettori hanno detto la loro, e hanno di fatto punito i liberaldemocratici per questo anno di governo. Se i risultati del referendum si atterranno a quanto previsto dai sondaggi, il colpo sarà ancora più duro: il No degli elettori, infatti, cancellerebbe la speranza dei liberaldemocratici di cambiare la legge elettorale del Regno Unito, loro storico obiettivo politico e condizione che avevano posto al momento di allearsi con i conservatori.

foto: Peter Macdiarmid/Getty Images