• rassegna
  • Questo articolo ha più di undici anni

La FIOM dice sì a Marchionne

Succede nelle carrozzerie ex Bertone, dove oggi si vota il referendum tra i lavoratori

Meno di due settimane fa avevamo scritto del referendum tra i lavoratori FIAT delle carrozzerie ex Bertone. Ne avevamo scritto perché contrapponeva nuovamente la FIOM e Sergio Marchionne e perché, contrariamente a quanto era successo negli stabilimenti di Mirafiori e Pomigliano d’Arco, nelle carrozzerie ex Bertone la FIOM è di gran lunga il sindacato di maggioranza. “Questa volta potrebbero esserci problemi a cavalcare il concetto dell’onorevole sconfitta. Si rischia di vincere, assumendosi una responsabilità tremenda”, scriveva Marco Imarisio sul Corriere della Sera. La responsabilità della chiusura della fabbrica. Infatti, scrive Marco Valerio Lo Prete sul Foglio, alle carrozzerie ex Bertone la FIOM ha deciso di votare sì all’accordo proposto da Marchionne.

Dire “sì” al padrone, a Sergio Marchionne, per non sentirsi dire “no” dai propri lavoratori-iscritti: questa la situazione paradossale nella quale sembra trovarsi oggi la Fiom, la federazione dei metalmeccanici della Cgil. Ieri mattina infatti, nel corso dell’affollata assemblea dei lavoratori allo stabilimento dell’ex Carrozzeria Bertone di Grugliasco (Torino), dove i dipendenti sono chiamati a votare fino alle 18 di stasera sul piano di investimento proposto da Fiat, i delegati di fabbrica della Fiom hanno invitato i lavoratori a votare “sì” al referendum.

“Sì”, quindi, ai 500 milioni di euro di investimento promessi da Marchionne per portare la produzione della Maserati a Bertone, ma “sì” anche ai nuovi ritmi di lavoro e alle sanzioni anti assenteismo; “sì” alla clausola di responsabilità che vieta lo sciopero contro l’intesa concordata con il datore di lavoro, etc. Ma cosa è cambiato rispetto alle consultazioni precedenti, ritenute “illegittime” a Pomigliano come a Mirafiori, e dopo che gli stessi delegati Fiom a Mirafiori avevano costituito comitati per il “no” al contratto proposto da Marchionne? Pino Viola, storico esponente Fiom delle Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie) di Bertone – “un Cipputi al quadrato” lo definisce chi conosce lo stabilimento – ha così motivato l’indicazione di voto: “I lavoratori delle carrozzerie sono sottoposti a un evidente ricatto, ma non si devono dividere. Non possiamo accettare che la Fiat scarichi la responsabilità di fare l’investimento sui lavoratori”.

(continua a leggere sul Foglio)