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  • martedì 8 febbraio 2011

Chi sono i Fratelli Musulmani

Fondati nel 1928 in Egitto, sono un movimento islamico radicale, molto potente e influente

Il leader del movimento Muhammed Badi sostiene che il jihad è un obbligo individuale per ogni musulmano

di Elena Favilli

Nelle ultime settimane si è sentito parlare molto dei Fratelli Musulmani e del ruolo politico che potrebbero ricoprire all’intero di un nuovo governo egiziano. Chi è stato dalla parte di Mubarak, in questi anni e in questi giorni, lo ha fatto soprattutto sostenendo che una soluzione democratica avrebbe aperto la strada all’estremismo dei Fratelli Musulmani, portando instabilità nell’intera regione. Il segretario di stato americano Hillary Clinton ha accolto favorevolmente il loro coinvolgimento nei colloqui, ma restano ancora molte perplessità sulla loro reale disponibilità di adesione a un programma politico autenticamente democratico, che rinunci ai precetti del fondamentalismo islamico. Per capire meglio da dove vengono queste perplessità è necessario ripercorrere dall’inizio la storia della Fratellanza, e vedere di che si tratta.

La nascita
La Fratellanza Musulmana nasce nel marzo del 1928 con la riunione di un gruppo ristretto di persone a Ismaliya, vicino al Canale di Suez. A guidare il gruppo c’era un giovane precettore, un fervente religioso dall’eloquio eccezionale: Hassan al Banna. I suoi discorsi prendevano di mira la decadenza dei costumi della società egiziana e predicavano il ritorno alla purezza dell’antico Islam. L’Egitto in quegli anni era una monarchia semicoloniale sotto la protezione inglese. Le istituzioni erano praticamente inesistenti e la povertà assoluta. Hassan al Banna prometteva di modernizzare il paese e liberarlo dal controllo britannico. L’organizzazione crebbe velocemente fino a diventare un soggetto politico molto popolare, che sposò la causa delle classi in difficoltà e giocò un ruolo preminente nel movimento nazionalista egiziano. Il radicamento nella società fu favorito dalla rapida diffusione di centri di islamizzazione, che si occupavano anche di fornire assistenza economica ed educazione alle persone più disagiate.

La morte di Hassan al Banna e la repressione
Nel 1949 Hassan al Banna fu assassinato da alcuni agenti monarchici: la Fratellanza aveva raccolto intorno a sé decine di migliaia di sostenitori e il suo ruolo politico stava diventando una minaccia pericolosa per lo status quo. Tre anni dopo, in Egitto, un golpe militare rovesciò una monarchia ormai screditata: la Fratellanza pensò che potesse essere finalmente arrivato il momento per contribuire direttamente alla rinascita del paese. Il nuovo presidente Nasser inizialmente adottò un atteggiamento tollerante nei confronti dei Fratelli Musulmani, ma nel 1954 li considerò responsabili di un tentativo di omicidio a cui era scampato e iniziò ad arrestare, torturare e deportare i suoi membri. Per sopravvivere, la Fratellanza fece espatriare i suoi dirigenti più importanti. Alcuni si rifugiarono in Siria e Giordania, dove crearono delle branche della Fratellanza. Altri scapparono in Arabia Saudita, dove la Fratellanza è legale e tuttora protetta dalla monarchia.

La rete finanziaria
Da allora i Fratelli Musulmani hanno iniziato a diffondersi in tutti i paesi arabi costituendo una rete finanziaria molto potente, che via via ha acquistato un peso sempre più rilevante anche in Europa. Durante le indagini seguite agli attentati dell’11 settembre, gli inquirenti perquisirono molte abitazioni di dirigenti di al Taqwa, una banca islamica con sede a Lugano, sperando di risalire ai canali di finanziamento di al Qaida. Non ne trovarono, ma si imbatterono in un documento che descriveva la strategia finanziaria dei Fratelli Musulmani. Il testo conteneva una serie di note scritte a mano in arabo che descrivevano la rete messa in piedi in Europa dalla Fratellanza a partire dagli anni Settanta. Le attività europee erano iniziate nel 1977 con la fondazione della Banca islamica del Lussemburgo: soltanto sei anni più tardi la loro rete contava sette società finanziarie distribuite tra Lussemburgo, Danimarca, Londra, isole Cayman e Stati Uniti. Il capitale della struttura all’epoca ammontava a circa cento milioni di dollari.

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