Le grosse proteste in Armenia contro il cessate il fuoco nel Nagorno Karabakh
Migliaia di manifestanti hanno accusato il governo armeno di non fare abbastanza per il territorio separatista, attaccato dall'Azerbaijan

Migliaia di manifestanti hanno accusato il governo armeno di non fare abbastanza per il territorio separatista, attaccato dall'Azerbaijan

Iniziò il 24 aprile del 1915 a Costantinopoli, fu un massacro sistematico ed è tuttora oggetto di grandi contestazioni



Martedì Armenia, Azerbaijan e Russia hanno firmato un accordo per un cessate il fuoco, dopo sei settimane di combattimenti



Cinque anni fa fu ucciso a Istanbul un giornalista che aveva ricordato il genocidio degli armeni



Ha vinto Russia Unita, il partito di Putin, che elimina sistematicamente ogni vera opposizione


È stato raggiunto grazie alla mediazione della Russia ma di fatto è una vittoria per l'Azerbaijan, che raggiunge buona parte dei suoi obiettivi

Dopo le sue sorprendenti dimissioni, Serzh Sargsyan e il suo partito sembrano disposti a passare il potere alle opposizioni

E ha attaccato i territori della regione ancora controllati dall'Armenia, parlando di un'operazione «antiterrorismo»

Ad aprile una serie di proteste pacifiche destituirono l'autoritario primo ministro: ora l'uomo che ha guidato la “rivoluzione di velluto” vuole nuove elezioni

Domenica si votava per le elezioni parlamentari, tra un'aggressiva campagna di disinformazione russa e un piano per portare a votare molti armeni residenti in Russia

È il primo ministro uscente Nikol Pashinyan, che è anche favorevole a fare la pace con l'Azerbaijan dopo 35 anni di guerra

La storia del primo paese che riconobbe il cristianesimo come religione di Stato, subì dominazioni straniere e un genocidio nel secolo scorso
