In Armenia è stato arrestato l’ex presidente Robert Kocharyan in un’indagine per corruzione
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In Armenia un’indagine per corruzione ha portato all’arresto di sei persone, tra cui l’ex presidente del paese Robert Kocharyan e suo figlio Sedrak Kocharyan. Secondo la Commissione anticorruzione che ha svolto le indagini Robert Kocharyan, che è stato presidente tra il 1998 e il 2008, avrebbe approfittato della sua posizione per sottrarre beni allo stato e acquistare alcune proprietà a prezzi significativamente inferiori a quelli di mercato. Inoltre, al fine di occultarne la reale titolarità e l’origine, queste proprietà sarebbero state poi registrate a nome di società collegate a lui o gestite da persone a lui vicine, tra cui il figlio Sedrak.
La Commissione ritiene anche che Robert Kocharyan avrebbe ricevuto tangenti per permettere l’acquisto di edifici e terreni di proprietà statale da parte di alcune società private, tra cui la società automobilistica Toyota. La Commissione sta anche esaminando le circostanze relative ai trasferimenti di denaro in varie valute per un totale equivalente a circa 682 milioni di euro effettuati a nome di Sedrak Kocharyan tra il 2001 e il 2019, e l’acquisizione di oltre trenta proprietà immobiliari in Armenia e all’estero appartenenti a persone coinvolte nel procedimento e ai loro familiari.
Robert Kocharyan ha 71 anni, è stato il secondo presidente dell’Armenia e ricoprì il ruolo per due mandati consecutivi. È un amico e un alleato del presidente russo Vladimir Putin. Nel 2018 fu accusato – e brevemente arrestato – per la repressione violenta delle proteste seguite alle elezioni presidenziali del 2008, in cui vinse Serzh Sargsyan, che era sostenuto proprio da Kocharyan, a cui mancavano poche settimane per terminare il secondo mandato. I manifestanti contestavano la vittoria elettorale di Sargsyan, ritenendo che il governo in carica avesse truccato i risultati. Kocharyan impose lo stato di emergenza per 20 giorni nella capitale Yerevan e la reazione della polizia causò la morte di 10 persone. Il processo si concluse nel 2021 e Kocharyan fu prosciolto.


