«Il dottor Livingstone, suppongo»
150 anni fa, in un villaggio dell'attuale Tanzania, un giornalista in cerca di uno scoop ritrovò il leggendario esploratore che non dava sue notizie da anni

150 anni fa, in un villaggio dell'attuale Tanzania, un giornalista in cerca di uno scoop ritrovò il leggendario esploratore che non dava sue notizie da anni

«Se fossi credente, valuterei con odio implacabile chi abusa della religione per ragioni di supremazia razziale o politica»

Registrato in un posto molto isolato in Islanda, con una strumentazione essenziale

«Comunque l’intoppo (quello che impedisce a tutto quanto di circolare, mutare, rinnovarsi) siamo noi. È la nostra ansia di accumulo, la nostra incapacità di sciogliere quegli enormi groppi che poi, a tradimento, ci prendono alle spalle, incombono, ci opprimono»

«Avevo omesso di dire in modo chiaro che la situazione, in Italia, non è per nulla woke. Anzi. Che non solo non è vero che da noi “non si può più dire niente”; ma è vero il contrario, si può dire tutto senza pagare alcun pegno, e anzi sicuri di avere una claque entusiasta»

«Dei protagonisti dell’immaginario popolare solo i serial killer non hanno (ancora) avuto accesso all’Ariston, in quel fantastico guazzabuglio di generi confluiti in quel solo immenso genere che è la popolarità, non importa di che tipo e per quale merito»

E ricordi di quando una cosa ti avrebbe cambiato la vita

«Giocavo come attaccante, indossavo la maglia numero 9: la prima punta, il bomber, il goleador. Insomma, ero quello destinato a offendere. Eppure di gol non è che ne facessi così tanti, arrivare in doppia cifra non era facile. Pagella campionato under17: 22 partite, 1 gol. Il mio compagno di reparto, invece, 32. E, voi direte, allora perché continuavano a farti giocare tutte le partite? Me lo chiedevo anch’io; funzionalità, suppongo»

Una riflessione del 1953 raccolta insieme ad altre sette lezioni in un libro pubblicato da Utet


«Sul frontespizio una mano sconosciuta aveva scritto, a matita: “dove sei tu vera? veramente?” Sotto e accanto c'era un elenco di parole, alcune con punti di domanda, e una suggestione cerchiata — “poesia!”. Prima dell'ultimo nome, Pessoa, compariva anche un'espressione cui seguivano ben sei punti di sospensione: “l'assurdo”»

Si arricchì vendendone obbligazioni e terreni e convinse perfino centinaia di persone ad andarci

Aveva 88 anni e i suoi romanzi d’avventura hanno venduto in oltre mezzo secolo più di 100 milioni di copie

Racconti e ricordi da una città in mezzo all'ennesima crisi della sua storia, che «era la Parigi del Medio Oriente, e oggi è la Raqqa del Mediterraneo»

«Colin Dexter, giallista, rivela la sua natura di enigmista, la sua abilità nel preparare dei veri e propri labirinti, sapendo benissimo qual è l’unica strada corretta per arrivare ad uscire, e divertendosi nell’immaginare quante strade sbagliate prenderà, invece, il suo ispettore. Ma come ci riesce?»

È successo a Venezia con un lavoro dell’artista e fotografo inglese Saul Fletcher [Continua]

È successo esattamente un anno fa. Sgt Pepper mi è apparso in sogno insegnandomi così [Continua]

Dieci anni e qualche mese fa mi ritrovai a dover preparare una presentazione convincente per un colloquio per un posto di lavoro che tutto sommato non volevo [Continua]

Negli anni Ottanta American Airlines fece questa proposta e qualcuno accettò: seguirono enormi complicazioni
