Cose di libri (Natale 2018)


A settembre torna il ciclo di incontri online con la redazione del Post: per capire come sono fatte le notizie che leggiamo, e come funziona l’informazione oggi

«Le mie lettere avevano qualcosa che non andava: troppo rudi, approssimative, irregolari e senza ritmo. Avevo cercato online la parola “calligraphy” per tentare di correggerle. Cinque ore dopo ero ancora davanti allo schermo, a guardare video di calligrafia su YouTube. Ho iniziato così, da autodidatta, accumulando tecniche e conoscenze casuali per quasi tre anni. E poi la mia fidanzata mi ha fatto un regalo. Altri sette anni, decine di corsi, centinaia di blocchi e migliaia di penne dopo, continuo a studiare e praticare. Ho dedicato alla calligrafia una quantità di soldi, tempo, energia, passione e ore di sonno che fa impallidire qualunque altra passione. E in cambio non ci ho ancora guadagnato manco di riuscire a scrivere bene la lettera “u”»

Raccontato da chi ci va: giornalisti, direttrici di riviste, fotografi e influencer

Buone pratiche per tutelare la propria salute mentale e quella degli altri, evitando almeno nelle chat più formali atteggiamenti troppo fastidiosi

In un'intervista ha parlato delle nuove indicazioni nazionali: tra le altre cose prevedono il latino opzionale alle medie, e in qualche forma anche la Bibbia

Domani inizia il nuovo ciclo di incontri online con la redazione del Post, su come cambia il giornalismo, il modo di raccontare le notizie e quello di informarsi: le iscrizioni chiudono oggi

«“Non sei stata tu a cercare quei riflettori che ti hanno puntato addosso e che anzi, hai cercato sempre di evitare", ha scandito la figlia Claudia dagli altoparlanti durante la cerimonia per sua madre Licia Rognini. Vorrei ricordare una foto. Venne scattata all’una e cinque di notte del 16 dicembre 1969. Quattro giorni prima era scoppiata la bomba di piazza Fontana e Giuseppe Pinelli dalla sera della strage era rinchiuso nel palazzo della questura di Milano. Quella notte un paio di giornalisti del "Corriere" si precipitano a casa Pinelli a San Siro, in via Preneste 2. Licia Pinelli, in vestaglia, apre la porta e i due giornalisti le comunicano la notizia. “Dev’essere successa una disgrazia a suo marito”. E aggiungono: “Sembra che sia caduto da una finestra della questura“. Licia Pinelli ascolta e in quel momento, click, viene scattata la foto. Il volto grigio, livido, prosciugato da quattro giorni di timori e cattivi pensieri, diventa un’immagine di cronaca».

«Torniamo al politicamente corretto. Che sia una questione molto, molto complicata, si sa. Mi sembra giusto aggiungere che proprio le questioni molto, molto complicate richiedono (per non complicarsi ulteriormente) un qualche sforzo di chiarimento. E qualche presa di posizione»

«Chiedendo ai miei volontari se la fedeltà sia mai stata un problema, riscontro un’apertura che va oltre le mie aspettative. Raccolgo una varietà di confidenze profonde, anche dolorose. Non mi aspettavo risposte così pensate. Matteo, per esempio, mi scrive di essere lui stesso stupito di non aver mai combattuto con alcuna tentazione. Vittorio, le cui risposte, per inciso, mi arrivano per il tramite della moglie, scrive: “Ho tradito la fiducia di mia moglie, e ho capito di aver sbagliato”. Per Massimo, invece, “l’importante è non dirselo”»

A due giorni da San Valentino

Una penna stilografica da tutti i giorni per chi scrive ancora molto a mano o ha giusto un piccolo debole per la cancelleria

Lo spiega Paolo Nori nella nuova prefazione a "Noi la farem vendetta", il suo libro sulla strage di Reggio Emilia del 7 luglio 1960

Una casa editrice con interessi in vari ambiti possiede gran parte dei media locali e viene criticata per possibili conflitti di interesse

Una di quelle raccontate nel libro “Alfabeto dei piccoli armeni” di Sonya Orfalian, e che riguarda anche l'Italia

Dopo andò tutto meglio

«Una frase fatta, in un certo senso, è la sintesi del nostro fondamentale disinteresse ad approfondire o della nostra refrattarietà a osare. Non c’è nulla di male a compatire affettuosamente qualcuno che ammiri scrivendogli “Chi non ti ama non ti merita”, ma sembra evidente che la frase in sé debba aver richiesto uno sforzo mnemonico o creativo pressoché nullo – oltre a essere di una consequenzialità discutibile e di un valore edificante tutto da dimostrare»

«La verità è che oggi all’Aia siamo di fronte a una svolta: alla possibilità di riproporre la speranza in una giustizia universale valida – almeno in prospettiva – per tutti gli uomini, indipendentemente dalla nazionalità delle persone coinvolte»

Otto copertine che spiccano per originalità, inventiva o novità, tra quelle avvistate nelle librerie a dicembre e gennaio
