Regolamento par condicio AGCOM: il testo integrale
Le regole per candidati e addetti ai lavori per la campagna elettorale

Le regole per candidati e addetti ai lavori per la campagna elettorale

Il governo non avalla il discusso regolamento sulla Rete, e per ora il presidente Calabrò è costretto a rinunciarci, alla vigilia della propria scadenza

Ne è stato annunciato uno tra Enrico Letta e Giorgia Meloni durante una puntata di Porta a Porta: Calenda non ha preso benissimo l'esclusione

Breve guida alle giornate importanti da oggi alle elezioni del 4 marzo: da quando si presentano i candidati a quando diviene proibito pubblicare sondaggi

Il documento che stabilisce di quali strumenti si può usufruire a spese dello Stato è vecchio di 17 anni e obsoleto: Renzi ha promesso più volte di aggiornarlo ma siamo ancora lì

Come i partiti si dividono gli spazi in tv e da dove viene questa invenzione relativamente recente descritta da una desueta espressione latina


La commissione elettorale dell'Uttar Pradesh ha imposto la par condicio su tutte le statue autocelebrative (elefanti compresi) fatte costruire dalla popolare e discussa primo ministro: dovranno essere nascoste fino alle elezioni

Dalla mezzanotte di sabato non si potranno più diffondere, per la legge sulla par condicio

«Non se la prenda direttore, è stato fatto per "par condicio" per non far sfigurare troppo i suoi colleghi»

La par condicio è una sciagura e le altre storie di oggi

Per rispettare la “par condicio” l’AGCOM aveva chiesto l’assenso della maggioranza dei partiti in parlamento: non c’è stato e la Rai ha cancellato il confronto


Nelle campagne elettorali entra in vigore una serie di complesse regole per garantire la pluralità dell'informazione, ma sono datate e spesso difficili da applicare




Un emendamento approvato dalla commissione di vigilanza della Rai prevede che venga dato più spazio ai membri del governo durante la campagna elettorale, e le opposizioni lo hanno molto contestato

In un comunicato molto duro letto durante tutti i telegiornali ha accusato il governo di voler trasformare il servizio pubblico nel proprio «megafono»
