L’uomo che compare da neonato nudo sulla copertina di “Nevermind” dei Nirvana ha perso di nuovo la causa contro di loro


Rinnegando il successo di “Nevermind” e scrivendo a modo suo “In Utero”, pochi mesi prima della sua morte il 5 aprile di 30 anni fa


L'ha avviata il protagonista di quella foto, che oggi ha 30 anni e che allora era il bambino che nuotava dentro la piscina


Storie e successi dell'ultimo disco che ha cambiato la musica rock, uscito il 24 settembre 1991

L'originale lettera che Steve Albini scrisse nel 1992 alla band di Kurt Cobain per convincerli ad arruolarlo nel loro nuovo disco

Il nuovo documentario di Dave Grohl racconta la storia di un famoso studio di registrazione californiano


Quella che cambiò loro le cose, prima che cambiassero in molto peggio

In Triennale a Milano fino al primo aprile: è l'occasione per conoscere uno dei fotografi di moda più influenti degli ultimi anni

Il suono e la scrittura di alcuni dei suoi dischi ebbero un'influenza enorme su Nirvana, Pearl Jam e molte altre band che lo omaggiarono

I Turnstile macinano milioni e milioni di ascolti, passano in tv e ai Grammy, e fanno alcuni dei concerti più apprezzati ai grandi festival

Se lo è chiesto il Guardian, e Spotify ha dato una mano fornendo un po' di numeri (la risposta è: manco per sogno)

Dai Nirvana ai Pixies, fino ai Jesus Lizard, agli Slint e agli italiani Uzeda, dieci esempi di come aiutò band fondamentali a trovare il loro suono

«L'approccio alla musica di Steve Albini promanava dalle esigenze oggettive delle band negli anni Ottanta: pochissimi soldi e un’industria musicale ostile al punk. Nella sua esperienza una band indipendente riusciva con fatica a entrare in uno studio dove doveva litigare con ingegneri del suono che cercavano di cambiarle la musica. Serviva un ingegnere del suono che garantisse l’integrità dell’approccio artistico di gente la cui unica idea strutturata di arte era suonare più violenti, brutali e sgradevoli di tutti gli altri. Lui si prese carico del compito. Assecondava i desideri di ogni artista senza fare domande e senza opporre resistenza. Il fatto di aver lavorato con rockstar monumentali come Nirvana, PJ Harvey o Jimmy Page, non intaccò il suo core business: fornire tecnologia e competenza a un prezzo abbordabile per gruppi di scarso appeal commerciale. Per questo è rimasto al centro del mondo della musica per i decenni successivi»

Eravamo giovani, dormivamo poco, bevevamo molto. E fumavamo tutti. I locali erano coltri di nebbia [Continua]

Il New York Times Magazine ha scoperto che l'incendio del 2008 in un magazzino della Universal provocò la distruzione di migliaia di registrazioni originali e insostituibili di artisti famosissimi

