L’inaspettato vincitore delle elezioni in Iraq
Il nome Muqtada al Sadr vi dice qualcosa? È un controverso religioso sciita che si è alleato con i comunisti e gli attivisti anti-corruzione, e critica sia Iran che Stati Uniti

Il nome Muqtada al Sadr vi dice qualcosa? È un controverso religioso sciita che si è alleato con i comunisti e gli attivisti anti-corruzione, e critica sia Iran che Stati Uniti

Inizia sabato, durerà sei giorni e si attendono milioni di persone: serve al regime per mostrarsi solido mentre negozia e gestisce una successione incerta

La storia del giornalista ucciso nel 2004 in Iraq da un’organizzazione islamista, e di cosa accadde dopo

Come hanno fatto migliaia di manifestanti filo-iraniani ad assediare l'ambasciata americana e perché il governo iracheno è rimasto a guardare

Si rinnova il Parlamento, per la prima volta dopo la sconfitta dell'ISIS, e a giocarsela sono soprattutto tre coalizioni sciite amiche del governo di Teheran

Non è il problema più grave con il movimento islamista, ma genera da settimane molte confusioni: ora c'è un'altra proposta ancora

La malgestita epidemia da coronavirus è arrivata in mezzo a una profonda crisi economica, a una grave instabilità politica e alle tensioni tra Stati Uniti e Iran

Inizierà venerdì e toccherà alcune città prima controllate dall'ISIS: si teme per la sicurezza del Papa, anche a causa della pandemia

Il religioso sciita probabile vincitore delle elezioni di domenica in Iraq è stato tante cose diverse, negli ultimi 15 anni, e oggi è più potente che mai

Non più, da un bel pezzo, e la responsabilità è soprattutto dell'Iran, che è diventato ancora più forte grazie alla guerra contro l'ISIS

Una guida per chi vuole capire una volta per tutte chi sono i miliziani che stanno conquistando l'Iraq: c'entrano qualcosa con al Qaida? E soprattutto, come hanno fatto?

La vita del ragazzo della foto simbolo dell'attentato alla maratona di Boston, tre mesi dopo (e la storia pazzesca dell'uomo che lo ha salvato)

«Non ho mai amato la retorica dell’eroe. Non c’è dubbio, però, che in Iraq Enzo Baldoni si sia comportato da eroe, cercando di testimoniare quello che accadeva e portando aiuto, a rischio della vita. Si prese in carico il destino di un ragazzo amputato, che poi fu curato da Emergency, e guidò due missioni umanitarie per portare aiuti in una città assediata. Ma non c’è dubbio neppure che le istituzioni italiane abbiano scelto di dimenticarlo. Credo che Enzo Baldoni ne avrebbe riso perché aveva troppo senso dell’umorismo e amava troppo la vita per essere attratto dalle medaglie e dall’ideologia della bella morte. Lo aveva anche scritto per tempo, previdente e pignolo com’era, nelle disposizioni per il suo funerale»
