L’ultima fatica di Massimo Troisi
Fu “Il postino”, le cui riprese terminarono poche ore prima della sua morte, trent'anni fa, dopo enormi sforzi e sacrifici in condizioni di salute precarie

Fu “Il postino”, le cui riprese terminarono poche ore prima della sua morte, trent'anni fa, dopo enormi sforzi e sacrifici in condizioni di salute precarie



Da riguardare oggi che sono 25 anni dalla sua morte, e tutte le altre volte che vi viene voglia

Sceglietelo breve prima che bello

«Mi ha chiamato Pino» – disse una volta Troisi – «e m’ha ritt’: “Sient’ Massimo, agg’ fatt’ ‘na canzone: pe’ piacere, me vuo’ fa’ nu’ film?"»

Un pezzo di Alta Classe, Raiuno, 1992: ma "intervista" è una parola grossa

Prima di diventare tutti scafatissimi SEO dotati di intuito per i gusti del pubblico, una cosa come «Oggi Massimo Troisi avrebbe compiuto 61 anni» non l’avremmo mai letta. [Continua]


Che oggi compirebbe 60 anni, dannazione, e rivederle è sempre fantastico



Nel 1952 il poeta cileno riuscì poi a rimanere e pubblicò un libro di poesie grazie a un gruppo di intellettuali e comunisti italiani, tra cui Giorgio Napolitano

«L’Italia non fa assolutamente nulla per valorizzare il cinema del suo passato. L’estrema difficoltà oggi nell’organizzare una retrospettiva completa è figlia di una storica sottovalutazione. A metà anni Settanta l’avvento selvaggio delle tv private fece fallire gran parte dei distributori italiani. I diritti dei vecchi film furono messi all’asta e acquistati per poche lire da pochi imprenditori all’epoca considerati quasi malati di mente. Il risultato è che oggi, spesso, per proiettare un film o uno spezzone ci si sentono chiedere cifre assurde o si risale a società non più reperibili, perché non esistono più»

L'ultima puntata di Che tempo che fa, Verona-Cittadella, e qualche bel film

«Ma è normale che una presidente del Consiglio, formalmente a capo del Paese e dunque munita di un pulpito non solo potentissimo, ma delicato e istituzionale, passi il suo tempo a incazzarsi per quello che scrivono i giornalisti?»


Morì dieci anni fa dopo aver trovato un incastro unico tra canzone popolare, blues e jazz, sempre con la sua chitarra in mano

