• Cultura
  • martedì 19 Febbraio 2013

Un sacco di cose di Massimo Troisi

Che oggi compirebbe 60 anni, dannazione, e rivederle è sempre fantastico

Massimo Troisi era nato a San Giorgio a Cremano il 19 febbraio 1953. Compirebbe 60 anni oggi, se non fosse morto a soli 41 anni per una crisi cardiaca, nel 1994: era amatissimo sia come comico da quando aveva ottenuto le prime popolarità televisive con il trio della Smorfia (erano lui, Lello Arena ed Enzo Decaro), sia come attore più versatile che arrivò a essere candidato all’Oscar per il Postino due anni dopo la sua morte, nel 1996 (un’altra candidatura la ebbe in quanto coautore della sceneggiatura).

Troisi era napoletano, molto napoletano, e il suo personaggio pubblico era intimamente legato alla sua provenienza geografica, sottolineata dal suo accento e dal suo modo di parlare e di riferirsi alle cose, a cavallo tra l’autocommiserazione e la grande lucidità. Ma lo era anche in un modo proprio e opposto al cliché della napoletanità – con personaggi timidi, impacciati, sensibili – che cercava spesso di prendere in giro e criticare. Fu protagonista di film di grandissimo successo (di cui era anche regista) grazie all’associazione tra l’aspetto comico e quello più sentimentale o riflessivo – come Ricomincio da tre e Scusate il ritardo – e soprattutto di una memorabile collaborazione con Roberto Benigni in Non ci resta che piangere, tutti film che hanno consegnato al linguaggio popolare battute e gag poi diffusissime (Yesterday… bom-bom; il tentativo di spostare il secchio; un fiorino!; milleqquattro quasi milleccinque; emigrante?; Mas-si-mi-lia-no; la lettera a Savonarola; ricordati che devi morire; chi parte sa da cosa fugge, ma non sa…). Successivamente i suoi personaggi divennero sempre più articolati e indipendenti dal lato comico, con ruoli più seri e malinconici, fino all’ultimo ruolo nel Postino di Michael Radford.

Il 4 giugno 1994 Troisi morì nel sonno in casa di amici a Ostia, subito dopo aver concluso le riprese del Postino, per una crisi cardiaca causata da una disfunzione di cui soffriva fin da quando era ragazzo.

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