Il sassofono per eccellenza
Il Mark VI della Selmer fu prodotto tra il 1954 e il 1974, lo usarono tutti i più grandi jazzisti, e ora è il sogno di molti

Il Mark VI della Selmer fu prodotto tra il 1954 e il 1974, lo usarono tutti i più grandi jazzisti, e ora è il sogno di molti

Il 1959, i dischi di Davis, Coltrane, Brubeck, Mingus e Coleman e le tante cose che cambiarono in quei mesi, raccontati in un podcast per gli abbonati

Non c'era prima e non c'è stato dopo: storia e musica del più grande jazzista di sempre, morto oggi 25 anni fa

Per qualcuno è stato uno dei più grandi sassofonisti di sempre, per altri IL più grande: quelli a cui non bastava ci costruirono intorno una religione

La storica casa discografica jazz “costruita da Coltrane” pubblicherà il prossimo disco di Henry Butler, e poi altri, dopo un lungo periodo di inattività

È uscito Cosmogramma di Steven Ellison, che unisce i battiti elettronici ad atmosfere jazz e soul


Aveva 92 anni, era un leggendario suonatore di sitar e insegnò a suonarlo a George Harrison dei Beatles: qualche video

Era uno dei più grandi contrabbassisti jazz di sempre, aveva 76 anni


Primo è quello dei Daft Punk (pensa), ma in generale la vendita di 33 giri è aumentata del 745 per cento dal 2008

È tra i jazzisti più influenti e amati e uno dei più grandi pianisti del mondo: ha raccontato al New York Times di avere avuto due ictus e di passarsela piuttosto male

Esce il secondo disco di un giovanissimo pianista indonesiano: «non penso che nessuno di noi abbia mai visto qualcosa di simile», dice qualcuno


Nacque dall'incontro tra il figlio di un diplomatico turco e uno svogliato studente di odontoiatria, e diventò una delle case discografiche più importanti al mondo

Storia e musica di uno dei più grandi pianisti jazz di sempre, che nacque cento anni fa e fu unico in ogni cosa che fece

In realtà vi piace, e lo sapete: provate ad ascoltare queste

60 anni fa Miles Davis pubblicò il disco più venduto della storia del jazz, che non sarebbe mai più stato la stessa cosa

È un fenomeno noto da secoli che non è mai stato davvero spiegato, ma dice molto della nostra memoria e di come percepiamo la musica
