Cosa si dice della sfilata di Gucci
Tante cose, tutte buone, che in molti aspettavano di vedere il cambiamento con Alessandro Michele ed è stata l'evento della prima giornata di sfilate a Milano

Tante cose, tutte buone, che in molti aspettavano di vedere il cambiamento con Alessandro Michele ed è stata l'evento della prima giornata di sfilate a Milano

Nel 2020 ha perso di più rispetto a molte aziende concorrenti: potrebbe essere colpa del coronavirus, o forse è il momento di cambiare

Ai clienti piace sempre meno ostentare i marchi, e grandi gruppi come Louis Vuitton, Gucci e Prada ne stanno facendo le spese

«Il 2 aprile 1984 i Queen, travestiti da casalinghe inglesi, lanciarono una canzone che era un grido di liberazione: "I Want To Break Free". Poi arrivarono gli Smiths, i Pet Shop Boys e i Culture Club. Ma la vera esplosione arrivò a ottobre, quando uscirono i Bronski Beat, Depeche Mode, Frankie Goes To Hollywood e Madonna. Nel giro di pochi mesi “l’amore che non si può dire”, come lo aveva battezzato un secolo prima Oscar Wilde, si dichiarava orgogliosamente al mondo. Fu la vera nascita del “pride”. Attraverso quelle canzoni l’omosessualità maschile entrava in scena in quanto esplicita produttrice di musica, cultura e immaginario. L’inizio di quell’onda continua ancora oggi, ma è talmente sovrapposta al paesaggio culturale e ai consumi da esserne ormai indistinguibile»
