Già nel Trecento c’erano italiani che sapevano dell’esistenza dell’America
La chiamavano “Marckalada”: lo ha scoperto il filologo Paolo Chiesa, studiando un libro medievale sconosciuto fino a pochi anni fa

La chiamavano “Marckalada”: lo ha scoperto il filologo Paolo Chiesa, studiando un libro medievale sconosciuto fino a pochi anni fa

Uno studioso di filologia spiega perché con la "post verità" c'entri la crisi della materia, a partire da Rignano sul Membro

La scoperta del papiro che tre anni fa fece notizia in tutto il mondo fa ancora discutere gli esperti: l'ipotesi più diffusa è sia un falso, ma non ci sono prove definitive

Le foto di un posto pieno di vecchi libri importanti e bellissimi, e la storia di come si stia faticosamente cercando di digitalizzarli e restaurarli

Fra Oriente e Occidente è il titolo di un prezioso e inesauribile libro dello studioso dell’antichità Santo Mazzarino, pubblicato per la prima volta a Firenze nel 1947. [Continua]

Si scrive direttamente con un programma di videoscrittura che non conserva traccia delle correzioni e dei ripensamenti


Concita De Gregorio sulle persone che protestano contro governo e politici, e sulla deputata che ha detto "che si fottano"

È stato molto ripreso un post del sindaco di La Spezia, ma i manoscritti in questione erano già noti (e non hanno un gran valore filologico)

Con storie di "batussi", appartamenti milanesi e toponomastica variabile

E una questione ormai antica

È morto a 77 anni: era un uomo speciale: coraggioso, lucido anticonformista, insegnante e conversatore affascinante, simpatico [Continua]

Per raccontare la quale ci facciamo stare persino i Jalisse (ma è bella, la canzone!)

L'unica fatta interamente da un unico studioso, a partire dai testi originali in ebraico e aramaico

Le cose più lette e discusse sul Post questa settimana


Andateci, a Londra, se non lo avete ancora fatto abbastanza

Lo scrittore e drammaturgo italiano è il protagonista del doodle di Google di oggi per ricordare i 145 anni della sua nascita

«Oltre alle prime due, che sono insegnare e studiare (o “fare ricerca”), i professori universitari da qualche tempo devono farsi carico della terza, cioè condividere i prodotti dei loro studi con il mondo che sta al di fuori e con la società che, non bisogna dimenticarlo, gli paga lo stipendio (e gli studi, e le biblioteche). In un recente articolo uscito online sulla rivista ”Il Mulino”, Claudio Marazzini, già presidente dell’Accademia della Crusca, ha detto male di questo zelo relativo alla “Terza missione”. Male, ma non abbastanza»
