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Le cose più lette e discusse sul Post questa settimana

È la prima domenica d’estate e poche cose vi tratterranno a casa (i prezzi dei traghetti, forse), ma come sappiamo esiste iPad, e abbiamo visto anche alcuni workaholic (maniaci del lavoro, direbbero quelli che bastaconquesteparoleinglesi) piazzarsi col portatile al baretto della spiaggia. Per tutti quanti, al posto dei volumetti allegati coi quotidiani (salvo quello della moglie del direttore del Post, ma tanto è uscito la settimana scorsa), ecco la consueta raccolta degli articoli più letti sul Post questa settimana.

1. Come te la caveresti in terza media?
Lontano dalle polemiche sulla loro utilità, le prove Invalsi delle scuole medie hanno scatenato la competitiva affermazione di sé di redattori e lettori del Post. Nei commenti sono nate discussioni ma anche umili ammissioni di errore. Se non volete scervellarvi su tutte, dite almeno a botta calda che cosa succede se addizioniamo tre numeri dispari consecutivi.
2. Le foto più belle di Peter Falk
Senza nulla togliere allo sconfinato rispetto per il suo personaggio più famoso e alla geniale trovata letteraria di un eroe che si finge poco intelligente per fregare i suoi presuntuosi avversari, al Post abbiamo anche un debole per il Peter Falk di alcuni film. Così abbiamo voluto citare anche quelli, e il resto lo ha fatto Makkox.
3.«Vorrei dire una cosa a Nichi»
Il direttore è andato a Bagnacavallo in Romagna, invitato a una conversazione con Massimo D’Alema su qualunque cosa. E così gli ha fatto dire dei suoi dubbi sulle velleità di leadership di Nichi Vendola – cosa che ha agitato segreterie e redazioni nel giro di poche ore – ma anche di quando disegnò una svastica e del suo rapporto con la propria immagine di antipatico.
4.I soldi dell’Università
Filippomaria Pontani è uno dei collaboratori del Post più speciali. Insegna Filologia classica all’Università di Venezia, sa una montagna di cose e molte parole difficili che usa con sprezzo della nostra ignoranza, o forse per ridurla, e ha raccontato finora storie che andavano dalla Libia all’arte contemporanea, al movimento antagonista e alle questioni dell’università. E questa settimana si è occupato della seconda e della quarta in questo elenco, muovendo come sempre attenzioni e riflessioni.
5.Le foto di mercoledì alla Camera
Quelli delle sedute parlamentari sono album fotografici che con l’aiuto del fotografo Mauro Scrobogna sono diventati un modo che al Post troviamo ogni volta efficace per raccontare un pezzo della vita politica italiana. È vero che una certa perdita di compostezza dei protagonisti attuali aiuta, ma questa volta si registrano in particolare due tra loro diversissime pose di Pierluigi Bresani e Maria Grazia Siliquini difficilmente dimenticabili.
6.Cosa dice il romanzo Bisignani
Si possono leggere le interecettazioni – genere stagionale, che prospera soprattutto d’estate – come un feuilleton da rotocalco, divertendosene o indignandosi. O si possono anche non leggere. E infine, come ci pare interessante, si possono leggere e provare a capire aspetti maggiori e laterali di quello che ci sta succedendo.
7.Il nuovo Caterpillar
Della radio non parla mai nessuno, o quasi. E ci sono programmi, come Caterpillar, che sono seguiti da molte centinaia di migliaia di persone, più di certi programmi televisivi. In più, si tratta di un programma che ormai è un pezzo della storia della radio nazionale, e uno di quella minoranza che cerca di mettere dei contenuti nel “flusso” delle parole, di raccontare delle cose. Che ci siano cambiamenti, e riconoscimenti, vale la pena raccontarlo, come si è dimostrato anche stavolta.
8.Le vite dei gemelli siamesi
Giovanni Zagni, che in queste cose è molto bravo, si è letto un lungo articolo del New York Times magazine, ha fatto altre ricerche, e ha messo insieme un racconto molto ricco di una condizione straordinaria e affascinante sia in termini medici che letterari.
9.La Biennale, l’arte, e il resto
Doppio lavoro per Pontani, questa settimana. È andato alla Biennale d’arte di Venezia – poca strada, nel suo caso – e ha spiegato cosa gli piaceva e cosa no, ma soprattutto, ha cercato di spiegare perché, e come era fatto, quel che gli piaceva o no.
10.Il treno che non fa fermate
E quando i commentatori si mettono a discutere su questioni di scienza e concretezza piuttosto che sulle parole di Di Pietro, è sempre meglio e dà parecchie soddisfazioni. In questo caso, poi, l’ipotesi di scendere dal treno in corsa contiene anche delle implicazioni cinematografiche piuttosto magnetiche.

(Photo by Jeremy Selwyn – WPA Pool/Getty Images)