case di fantasmi

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Che cos’è una talea

«Molte delle piante che ho in casa arrivano da case dei miei genitori, dei miei suoceri, o me le hanno regalate amici: aloe liguri, ficus, calatee, alocasie, un melograno regalato da amici berlinesi quando mi sono sposata, fiorisce da dieci anni, nonostante i traslochi, nonostante gli acciacchi, i tagli. Quasi ogni fiore del campo è associato a una persona o a un luogo. Di quanti ricordi era fatto quel glicine, quante persone c’erano tra quei germogli? E io, che pianta vorrei essere?»

Che cos’è una talea

Il collezionista di televisori

«In Italia le trasmissioni regolari della Rai iniziarono il 3 gennaio 1954, settant’anni fa. Per questo negli spot del festival di Sanremo sono apparsi vecchi televisori. Quando il collezionista vede quello con Amadeus, sorride: “Questo è un Körting, è della fine degli anni ’60”. Nella sua mansarda wunderkammer piena di televisori ordinatamente esposti, mi mostra un Philips del 1952, prodotto a Monza. Era utilizzato già durante le trasmissioni sperimentali e veniva dato in affitto: non pagavi il canone ma per guardare dovevi mettere una monetina in una scatolina, come un jukebox. Periodicamente gli addetti passavano a ritirare le monetine, e se lo avevi usato poco te lo ritiravano»

Il collezionista di televisori

Zia Giuditta e i martiri di Gorla

«Nel 1944 Gorla è quello che oggi chiameremmo un quartiere residenziale, tranquillo. È un luogo di pace in mezzo a tanti punti di interesse bellico: la Breda, la Magneti Marelli, la Falck. La mattina del 20 ottobre gli Alleati si concentrano su quelle zone industriali, ma centrano in pieno due scuole: a Precotto non ci sono vittime, ma a Gorla la bomba si infila nella tromba delle scale e fa franare l'edificio. Le vittime sono duecento, di cui 184 bambini: “i Piccoli Martiri di Gorla”. Tutte le volte che la zia Giuditta ne parla cita il cielo di quella giornata particolarmente bella – “bella come il 20 ottobre”, dice e poi si rabbuia in viso. Ed è quello che colpisce di più delle testimonianze: tutte cominciano parlando del cielo, come se l’azzurro potesse sovrapporsi al nero della morte, anche nei ricordi»

Zia Giuditta e i martiri di Gorla
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