Perché molti locali espongono orsi di pezza giganti
È una moda partita da Parigi e che si è affermata soprattutto durante la pandemia, più o meno spontaneamente in tutto il mondo

È una moda partita da Parigi e che si è affermata soprattutto durante la pandemia, più o meno spontaneamente in tutto il mondo


La racconta Marco Imarisio sulla Lettura, a 15 anni dalla morte del fondatore Simon Jeffes

«Le persone che frequentano un Death Café spesso non si conoscono e pensano che parlare di morte serva a vivere più intensamente la propria vita. Si mangia e si beve anche per questo: sei in un momento conviviale, non in un luogo in cui chiedere aiuto. Quando l'incontro riesce bene si ride, si parla degli spazi in cui la vita esiste nonostante la morte, si racconta per esempio che "nella clinica di cure palliative in cui lavoro si celebrano un sacco di matrimoni". È sconsigliata la partecipazione a chi abbia appena subìto un lutto, abbia una malattia terminale, o magari pensieri di suicidio»



C'entrano i bar e gli internet café (e non è la prima volta), ma anche la carne di pollo in televisione

"Café Society", il suo ultimo film, è nei cinema da oggi, e domani arriva su Amazon la serie tv "Crisis in Six Scenes": benino il primo, malissimo la seconda

Da ragazzo ho fatto il commesso in libreria, anzi in due librerie diverse, di due diverse città: una molto meridionale, la mia, e una del centro nord [Continua]

https://www.youtube.com/watch?v=43qd3tCWpX4

Sono bar in cui le cameriere lavorano in abiti poco coprenti, e spesso vengono criticati perché retrogradi e possibili luoghi di sfruttamento


Si inizia con un po' di facce note, e la proiezione di "Café Society", il film di Woody Allen con Jesse Eisenberg e Kristen Stewart

Da quando si sono conosciuti nel 1991 sono stati Cavalli Marci, hanno viaggiato per l'Europa su un carro funebre, hanno fatto nove film, "Le Iene" e "Camera Cafè"

La partita della nazionale di calcio, le nuove puntate di Camera Café e un film comico che fu molto apprezzato

Si chiamava Sisto Malaspina, aveva 74 anni e dal 1974 gestiva insieme a un socio il Pellegrini’s Café

Quelle tra giovani e vecchi, quelle tra ricchi e poveri, quelle tra bianchi e neri, tra città e periferie: e quelle tra Mahmood ed Enrico Mentana, che ne hanno parlato da Basement Cafè

«Pare che al Cafè Les Béguines, oltre a farsi le canne e spacciare, occupassero il tempo guardando i truculenti video dell’Isis con gli ostaggi decapitati o bruciati vivi. Per questo sono parecchio turbata quando ci arrivo davanti. Il locale è identico a com’era nelle foto di prima del 13 novembre 2015. È cambiata la scritta sull’insegna»

«Mentre scrivo la guardo in "Café Müller". Sembra venuta dal mondo dei morti per mostrarmi la frattura tra chi avrei voluto essere e chi avrei potuto essere; tra la pulizia falsa e la sporcizia vera. A volte mi domando se riguardi solo me, quella frattura, o se altre donne la avvertano: se l’abbiano riempita di terra o distolgano lo sguardo per non esserne attirate. Mi domando che forma assuma, se c’è, in loro: per me ha gli occhi di Pina Bausch»
