
80 festival di venezia
“Lo chiamavano Jeeg Robot” non lo voleva produrre nessuno
Quando uscì dieci anni fa sembrò potesse cambiare molte cose nel cinema italiano: poi non successe, ma come film è rimasto

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Come Werner Herzog fa i suoi documentari
L'ultimo, “Ghost Elephants”, l'ha presentato a Venezia, dove ha ricevuto anche il premio alla carriera e ha specificato di non aver ancora finito

Siamo i buoni o i cattivi?
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Perché i cortometraggi non entusiasmano
Sono un formato rispettato e storicamente usato per sperimentare, ma non hanno mai avuto molto successo (anche se in realtà ne guardiamo in continuazione)

“Sedia con corpo adagiato” e altri scherzi
«Sebbene Alberto Sordi e Aldo, Giovanni e Giacomo sfottano un mondo che prendo seriamente perché è la mia vita e il mio lavoro, non riesco a non ridere. L’arte non è per tutti come vogliamo invece far credere con la retorica insopportabile della "bellezza che salverà il mondo". Rispetto chi pensa che l’arte contemporanea sia fuffa. Il vero problema è che non c’è comico che possa battere la realtà. L’arte contemporanea è esposta a scherzi, inganni e fraintendimenti, e spesso si prende in giro da sola»

C’è una grossa crisi industriale nel florido “distretto degli occhiali”
In provincia di Belluno la Safilo ha annunciato la chiusura di uno stabilimento in cui lavorano quasi 500 persone

X minuti di applausi
«Nessuno può toccare i “minuti di applausi” alla stampa italiana, nonostante sia più una trovata di marketing che di giornalismo. Il dato non ha nessuna reale rilevanza al di là della quantificazione del potenziale successo di un film. È promozione, e come tale non è un indicatore imparziale. In oltre dieci anni di frequentazione di festival internazionali posso affermare di non aver mai assistito a un applauso più lungo di 2 o 3 minuti, ma in verità non li avevo mai cronometrati e avevo sempre partecipato, lo confesso, alle proiezioni sbagliate, quelle per la stampa e non alle prime ufficiali. Quindi quest'anno ho provato a cronometrarli davvero»

La libreria di Palazzo Roberti
Storia e fortune della libreria di cui si dice sia la più bella d'Italia e che attira tutti i più grandi autori: la gestiscono tre sorelle, come quelle di Cechov, però più allegre

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Le cose da sapere sull'80ª edizione, che comincia oggi: dai film più attesi a chi non ci sarà per via dello sciopero di Hollywood

Noi capitani
«Nella sua città natale, Thiès, Seydou Sarr, il capitano del film, ha avuto un’accoglienza da star. La proiezione era in uno spiazzo polveroso dove i suoi amici hanno portato decine di djembe, i tamburi a forma di calice ricoperti di pelle di capra originari di queste zone. L’attesa della proiezione si è trasformata in una grande festa di balli sfrenati. Decine di ragazze indossavano magliette azzurre con la foto di Sarr, fatte preparare dalla madre. A Kolda abbiamo dormito in un villaggio di tucul in mezzo a un bosco di manghi e di alberi di anacardo dove le scimmie sono più numerose degli umani. A Sédhiou in un palmeto dove gli uccelli si fanno sentire forte a ogni ora del giorno»

I soldi dell’Università
Dove è sbagliato cercarli, cosa deve fare il PD, e cosa c'entra il mago Silvan: un'analisi dal campo

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Melania Trump, Cate Blanchett, David Letterman e quelli al Festival di Venezia, tra chi meritava d'essere fotografato in settimana









