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  • Martedì 3 novembre 2026

Il bizzarro ultimo discorso di Trump prima del voto

Invece di fare appelli politici si è dilungato sui dettagli tecnici della riapertura della vasca del Lincoln Memorial, come i tubi di scarico

Donald Trump durante il comizio alla vasca del Lincoln Memorial, il 2 novembre a Washington
Donald Trump durante il comizio alla vasca del Lincoln Memorial, il 2 novembre a Washington (AP Photo/Mark Schiefelbein)
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L’ultimo discorso pubblico del presidente Donald Trump prima delle elezioni di metà mandato di oggi negli Stati Uniti non ha avuto quasi nulla di politico, come avrebbe sperato il suo Partito Repubblicano e come avviene di solito prima di un voto così importante, quando è fondamentale mobilitare i sostenitori. Trump invece si è concentrato sulla ristrutturazione della Reflecting Pool, la lunga vasca rettangolare del Lincoln Memorial a Washington.

Il comizio di lunedì era proprio al Lincoln Memorial e Trump si è dilungato in una serie di dettagli tecnici senza toccare quasi mai i temi della campagna elettorale, neppure per sminuire le preoccupazioni degli elettori sul prezzo della benzina o altro, come aveva fatto in altre occasioni.

Trump ha parlato a lungo di cose come i tubi di scarico e dell’intervento per riaprire la Reflecting Pool, uno dei monumenti più simbolici e visitati della capitale e di tutti gli Stati Uniti. In estate si era conclusa una prima e costosa ristrutturazione, ma poi il governo aveva dovuto chiudere e svuotare la vasca per la presenza di alghe e perché la nuova vernice sul fondale si era scrostata. Inizialmente l’amministrazione Trump aveva attribuito i problemi ad atti di vandalismo, poi aveva ritirato l’accusa.

Durante il discorso Trump ha mostrato vari cartelli coi rendering della ristrutturazione, e con foto dei tubi sostituiti e degli scarichi. Come detto, si è soffermato su aspetti tecnici che evidentemente lo appassionano, vista la sua vita precedente da imprenditore edile. Ha detto che le colonne col capitello in stile corinzio sono le sue preferite, ha sostenuto che certi tipi di manto erboso «sono come esseri umani» e ha magnificato la resistenza del granito. Ha difeso i lavori alla Casa Bianca per costruire il nuovo salone da ricevimenti.

– Leggi anche: Tutti i guai della Reflecting Pool del Lincoln Memorial a Washington

Il New York Times ha scritto che «nella storia della politica americana, il discorso potrebbe essere ricordato come uno dei più strani messaggi conclusivi alla vigilia di un’elezione. Ma è stato anche una buona cristallizzazione di cosa importa a Trump». E cioè legare la sua legacy, l’eredità politica, anzitutto a più o meno grandiosi progetti architettonici che gli sopravvivano.

Parlare della ristrutturazione, e dire che la vasca dovrebbe essere intitolata a lui, è stato straniante anche come occasione persa, per Trump. I Repubblicani, infatti, arrivano alle elezioni in svantaggio nei sondaggi e rischiano seriamente di perdere la maggioranza in entrambi i rami del Congresso.

Trump ha citato, marginalmente, anche alcuni risultati che attribuisce alla sua amministrazione. Ha sostenuto che la guerra in Iran sia finita e vinta, nonostante nella notte italiana gli Stati Uniti abbiano condotto nuovi attacchi su obiettivi militari sull’isola iraniana di Qeshm, la più grande nello stretto di Hormuz. E ha rivendicato l’influenza che gli Stati Uniti hanno sul Venezuela e sul suo settore petrolifero, dopo la deposizione dell’ex presidente Nicolás Maduro, parlandone per la prima volta come di una «conquista».