• Mondo
  • Martedì 27 ottobre 2026

Mbappé ha perso alcuni sponsor cinesi per una battuta su Mao

Tutto è cominciato da un video in cui il calciatore ha citato un meme che lo paragonava al fondatore della Cina comunista, definendolo un dittatore

Uno dei meme in cui Mbappé è rappresentato come Mao Zedong
Uno dei meme in cui Mbappé è rappresentato come Mao Zedong
Caricamento player

Due grandi aziende cinesi hanno interrotto le loro collaborazioni con il calciatore Kylian Mbappé – giocatore del Real Madrid e capitano della nazionale francese – per una sua battuta su Mao Zedong, che fondò il regime comunista cinese e lo guidò fino alla sua morte nel 1976. Una è l’azienda di bevande energetiche Dongpeng e l’altra quella di prodotti caseari Mengniu: hanno annunciato la fine dei rapporti con il calciatore​​ dopo la diffusione di un video in cui Mbappé affermava che il meme più divertente che avesse mai visto su internet era quello in cui il suo volto era stato sovrapposto a quello di «un tizio, credo fosse un dittatore cinese».

Mbappé si riferiva a un meme in cui la sua faccia era stata sovrapposta all’immagine di Mao Zedong e di altre figure storiche cinesi. In Cina le battute su Mao sono considerate molto irrispettose e una sorta di tabù: a provocare le polemiche è stato anche il fatto che Mbappé, pur senza nominarlo esplicitamente, sembra averlo definito un dittatore. Per fare un esempio, lo scorso agosto un artista dissidente era stato condannato a tre anni di carcere per alcune statue satiriche di Mao Zedong.

I meme con Mbappé e Mao Zedong appartengono a una serie di meme che durante i Mondiali di calcio della scorsa estate avevano affiancato l’immagine del calciatore francese a quella di una figura autoritaria, una sorta di generale che controlla tutto quello che succede in campo. Oltre che uno dei calciatori più forti al mondo, Mbappé ha da anni la nomea di essere una persona senza peli sulla lingua, influente e autoritaria, che tende a esercitare un certo grado di controllo nelle squadre in cui gioca.

Mbappé aveva commentato questi meme dicendo di avere sentimenti ambivalenti al riguardo: aveva detto di coglierne la leggerezza e lo spirito, ma che allo stesso tempo era preoccupato dalla mancanza di consapevolezza sui danni che le figure autoritarie avevano fatto nella storia.

Fino a questo episodio Mbappé era molto popolare e seguito in Cina. Durante i Mondiali di calcio erano molto diffusi gli spot in cui pubblicizzava le bevande di Dongpeng, fatti con l’intelligenza artificiale. Martedì Mbappé si è scusato con un messaggio pubblicato sui social. Ha scritto che il suo commento era stato inopportuno e che aveva offeso molte persone in Cina e nelle comunità cinesi nel resto del mondo. Ha aggiunto che non era sua intenzione farlo e di avere un profondo rispetto per il popolo cinese e la sua storia.

Un episodio simile, ma su scala molto maggiore, avvenne nel 2019, quando ci fu una crisi nei rapporti tra la Cina e la NBA, il principale campionato di basket nordamericano, molto seguito nel paese. Durante le grandi proteste a Hong Kong, in cui i manifestanti chiedevano alla Cina maggiori libertà e garanzie democratiche, Daryl Morey, all’epoca direttore generale degli Houston Rockets, pubblicò sui social un messaggio di solidarietà ai manifestanti. In risposta la televisione di Stato cinese smise di trasmettere le partite della NBA per circa un anno e diverse aziende cinesi interruppero le collaborazioni commerciali con la lega, provocandole grosse perdite economiche.