Il sollevamento pesi cerca «amici muscolosi»
Nel senso di paesi potenti che lo aiutino a restare una disciplina olimpica: uno è la Russia, che nel 2030 ne ospiterà i Mondiali
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La federazione internazionale del sollevamento pesi (IWF) ha annunciato che nel 2030 organizzerà i propri Mondiali a Mosca, in Russia. È la prima volta che uno sport olimpico, estivo o invernale, organizza il proprio evento più importante in Russia dopo il 2022, quando iniziò l’invasione russa su larga scala dell’Ucraina. La IWF ha definito «eccellenti» le candidature della Russia e dell’India, che ospiterà i Mondiali nel 2029. Il sollevamento pesi è tra gli sport il cui destino olimpico è considerato più a rischio, per problemi della federazione e per la scarsa attrattiva di questa disciplina. La rivista di approfondimento sportivo The Athletic ha scritto che nell’India e nella Russia la IWF cerca «amici muscolosi», ovvero alleati politici che possano aiutare il sollevamento pesi a restare sport olimpico, almeno per qualche edizione ancora.
Come il pugilato, anche il sollevamento pesi ha avuto parecchi scandali di doping negli ultimi anni e ha rischiato di venire escluso dalle Olimpiadi di Los Angeles del 2028. La presenza alle Olimpiadi del 2028 fu confermata solo nel 2023 e solo in seguito a «un enorme miglioramento» avvenuto all’interno della IWF stessa e nella sua politica sull’antidoping, disse nel 2023 l’allora segretario generale dell’IWF Antonio Urso.
Tuttavia la Russia da anni ha rapporti ambivalenti col CIO, il Comitato olimpico internazionale, che organizza e gestisce le Olimpiadi. È noto che imbrogliò alle Olimpiadi invernali che ospitò nel 2014, a Sochi, facendo grande uso di sostanze dopanti. E anche negli anni successivi la Russia non collaborò con la WADA, l’agenzia mondiale antidoping, e venne esclusa dalle Olimpiadi e dai Mondiali di calcio fino al 2022. La sospensione è continuata oltre il 2022 a causa dell’invasione dell’Ucraina.
Negli ultimi mesi però il CIO ha iniziato a fare alcune aperture verso la Russia e la Bielorussia, che era stata ugualmente sospesa dopo l’invasione dell’Ucraina. Alle Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 sei atleti russi e quattro bielorussi avevano partecipato usando la bandiera, la divisa e l’inno dei loro paesi. A luglio il CIO aveva revocato in via provvisoria la sospensione del Comitato olimpico russo dalle Olimpiadi, lasciando alle federazioni internazionali delle singole discipline la possibilità di decidere cosa fare di atleti, atlete e squadre russe nelle proprie competizioni.
Al momento la piena riabilitazione della Russia nelle maggiori competizioni internazionali sembra però ancora lontana. Il punto della questione sui Mondiali di sollevamento pesi del 2030 in Russia, scrive The Athletic, «non è che la Russia sia tornata sulla scena, ma che la sua rinascita debba ancora percorrere una strada lunghissima». Il fatto che sia stata la IWF, una federazione con diversi problemi, la prima e finora l’unica ad aver annunciato l’organizzazione di un evento in Russia – e non prima del 2030 – la dice lunga.
Peraltro, il sito specializzato Inside the Games ha scritto che svariate federazioni nazionali non concordavano con la scelta di Mosca come sede dei Mondiali del 2030. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha scritto su X che la decisione della IWF è «inaccettabile» e «immorale».
Intanto martedì 27 ottobre a Ningbo, in Cina, sono iniziati i Mondiali di sollevamento pesi del 2026. Ci sono solo tre atleti italiani (Lucrezia Magistris, Genna Romida Toko Kegne e Sergio Massidda), ma il sito OA Sport – specializzato negli sport più di nicchia – scrive che non hanno grandi chance di medaglia.



