Il Comitato Olimpico Internazionale ha revocato in via provvisoria la sospensione della Russia

Giocatori della squadra di hockey maschile russa alle Olimpiadi invernali di Pechino del 2022 (AP Photo/Petr David Josek)
Giocatori della squadra di hockey maschile russa alle Olimpiadi invernali di Pechino del 2022 (AP Photo/Petr David Josek)

Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO, nell’acronimo francese) ha revocato in via provvisoria la sospensione del Comitato olimpico russo dai Giochi decisa dopo l’invasione dell’Ucraina, e ha lasciato alle federazioni internazionali delle singole discipline la possibilità di scegliere se accogliere o meno atlete e atleti russi in rappresentanza del loro paese nelle proprie competizioni. Già a febbraio la presidente del CIO, Kirsty Coventry, aveva fatto intendere che la Russia sarebbe stata ammessa ai Giochi di Los Angeles nel 2028. Il CIO comunque ha detto che in futuro potrebbe rivalutare la decisione. A maggio aveva preso una decisione analoga per la Bielorussia.

Il CIO ha motivato la propria decisione spiegando che il Comitato olimpico russo non fa più attività nei territori ucraini occupati militarmente dalla Russia, e che non include più organizzazioni che vi hanno sede. Ha comunque stabilito che gli atleti russi debbano essere sottoposti a un programma di test antidoping gestito in maniera indipendente dalla International Testing Agency, per via dei grossi problemi di trasparenza riscontrati nell’agenzia antidoping nazionale russa.

La sospensione del Comitato olimpico russo venne decisa nel 2023. Ai Giochi di Parigi 2024 invece fu permessa la partecipazione di atleti russi negli sport individuali, purché non appartenessero a gruppi sportivi legati all’esercito e non appoggiassero la guerra in Ucraina, e comunque come atleti “individuali e neutrali”, cioè senza i simboli nazionali come la bandiera e l’inno.

Il CIO non ha ancora deciso se la Russia potrà mostrare i propri simboli dalle prossime Olimpiadi. Alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 sei delle otto federazioni internazionali che gestiscono gli sport olimpici invernali avevano escluso gli atleti russi dalle gare di qualificazione. Alle Paralimpiadi invece avevano potuto partecipare sei atleti russi e quattro bielorussi con la bandiera, la divisa e l’inno dei loro paesi, come deciso dal Comitato paralimpico internazionale.