Il nuovo governo ungherese ha cambiato una legge criticatissima
Quella sulla protezione dei minori, che era stata voluta dal governo di Viktor Orbán e limitava molto le attività della comunità LGBTQ+
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Martedì il parlamento ungherese ha approvato una legge per modificare le disposizioni di una criticatissima normativa del 2021 che tra le altre cose vietava di «rappresentare» o «promuovere» l’omosessualità nei contenuti accessibili ai minori, a «tutela dell’infanzia». La legge era stata voluta dal governo dell’ex primo ministro Viktor Orbán, leader del partito nazionalista e conservatore Fidesz, che aveva dominato la politica ungherese per 16 anni e che aveva adottato uno degli approcci più restrittivi in Europa sui diritti delle persone della comunità LGBTQ+.
La nuova legge invece è stata sostenuta dal governo guidato da Péter Magyar, che è stato eletto lo scorso aprile e, pur essendo a sua volta a capo di un partito conservatore, Tisza, sta man mano ribaltando alcune delle decisioni introdotte da Orbán.
Le modifiche alla legge sulla protezione dei minori del 2021, che era stata dichiarata incompatibile con il diritto dell’Unione Europea, sono state approvate con 139 voti a favore e 51 contrari, questi ultimi principalmente di Fidesz. La nuova legge interviene sulle norme che regolano pubblicità, media e scuola, che ora si limitano a vietare la pornografia e i contenuti che promuovono, giustificano o incitano alla violenza sessuale, allo sfruttamento sessuale, all’adescamento a fini sessuali o alla manipolazione, o ad altri reati sessuali, così come quelli che rischiano di danneggiare «gravemente lo sviluppo fisico, intellettivo, emotivo o morale del minore».
La legge introduce anche il diritto, per i minori, a non essere esposti a comunicazioni nei luoghi pubblici (come cartelloni pubblicitari e manifesti) che possano provocare «paura, ansia o stress psicologico ingiustificati».
Magyar ha detto che le modifiche introdotte con questa legge adegueranno l’Ungheria al diritto europeo, ma non le ha presentate come un modo per ripristinare i diritti delle persone LGBTQ+. Durante la sua campagna elettorale non aveva affrontato direttamente il tema, ma non aveva escluso di modificare alcune politiche introdotte da Orbán, che tra le altre cose aveva vietato il riconoscimento legale dell’identità di genere delle persone transgender e aveva limitato le adozioni alle coppie sposate eterosessuali.
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Da quando è stato eletto, Magyar ha avviato una serie di interventi per smantellare il sistema di potere creato dal suo predecessore. Per esempio ha fatto sostituire diversi importanti funzionari nominati da Orbán e dal suo partito, tra cui il presidente della Repubblica e il presidente della Corte Costituzionale: pur avendo vinto le elezioni con un largo margine e avendo la maggioranza anche in parlamento, infatti, il fatto che le istituzioni fossero piene di persone fedeli a Orbán poteva creare problemi nell’approvazione delle riforme. Per realizzare il suo obiettivo tuttavia Magyar sta usando anche metodi controversi, per cui è stato accusato a sua volta di essere un politico autoritario.
In generale l’approvazione della legge che sostituisce quella del 2021 è stata vista come un cambio di rotta dai giornali e dalle associazioni di difesa dei diritti umani. Per quanto le modifiche siano state accolte sostanzialmente in modo positivo, hanno sollevato anche qualche critica. L’ong Human Rights Watch ha sottolineato come il governo ungherese non sia intervenuto su altri punti che risultano ancora discriminatori nei confronti delle persone omosessuali e transgender.
Magyar ha detto che il governo sta valutando di modificare altre leggi, ma per ora non ha annunciato nuovi interventi.
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