Sono stati rubati quattro quadri dal museo Renoir in Francia
È l'ennesimo furto di opere d'arte da milioni di euro avvenuto in Europa nelle ultime settimane
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Nelle prime ore di martedì due ladri hanno rubato quattro dipinti dal museo dedicato al noto pittore francese Pierre-Auguste Renoir a Cagnes-sur-Mer, a pochi chilometri da Nizza, nel sud della Francia. Il sindaco della città, Bryan Masson, ha detto che gli allarmi sono scattati subito e che nella fuga i ladri hanno lasciato indietro due delle opere rubate, che sono già state recuperate. Il sindaco stima che il furto abbia avuto un valore complessivo di 9 milioni di euro.
Renoir visse tra il 1841 e il 1919 e fu uno degli esponenti più famosi dell’impressionismo. È noto soprattutto per le scene di vita quotidiana animate da personaggi che danzano, passeggiano o chiacchierano in compagnia all’aperto, come Il ballo al Moulin de la Galette, La colazione dei canottieri o Gli ombrelli (tutte dipinte attorno al 1880). Molte delle sue opere sono conservate in una collezione permanente al museo d’Orsay di Parigi.
Il museo Renoir, quello in cui c’è stato il furto, è stato invece aperto nel 1960 in una villa in cui il pittore visse negli ultimi anni prima della sua morte. Oltre a una decina tra ritratti, nudi, paesaggi e sculture, la sua collezione include gli arredi originali e alcuni oggetti che appartenevano al pittore, compresi un cavalletto per dipingere e la sua sedia a rotelle.
Masson ha detto che l’allarme del museo è suonato alle 5:48 del mattino e che la polizia è riuscita a essere sul posto nel giro di cinque minuti. I ladri sono stati ripresi dalle telecamere di sorveglianza mentre tagliavano alcune tele per portarle via, ma non è chiaro se avessero dei complici. La procura di Grasse ha aperto un’inchiesta. Il museo è stato chiuso e dovrebbe riaprire alle 10 di mercoledì.
L’ufficio del sindaco ha detto che le opere rubate sono il Ritratto della signora Colonna Romano (1910 circa) e il dipinto noto come La giovane donna al pozzo (fatto attorno al 1886). Secondo i media francesi le altre due che sono poi state recuperate sarebbero invece il Ritratto della signora Stéphen Pichon (cioè della moglie di Stéphen Pichon: in passato capitava che in pubblico le donne venissero chiamate con nome e cognome del marito) e Coco mentre disegna (Coco era il soprannome del figlio di Renoir, Claude).

Coco mentre disegna (1905 circa, dal sito del museo)

Ritratto della signora Stéphen Pichon (1895, dal sito del museo)
Quello di martedì nel sud della Francia è solo uno dei furti d’arte più rilevanti compiuti e assai discussi in quest’ultimo anno, anche in Italia. A inizio agosto sono stati recuperati i tre quadri di Renoir, Cézanne e Matisse che erano stati rubati a marzo dal museo della Fondazione Magnani Rocca, in provincia di Parma, mentre la sera di Ferragosto sono state rubate quattro opere di Antonello da Messina dal MuMe di Messina (uno dei custodi in servizio al momento del furto è indagato per falsa testimonianza). Sempre ad agosto c’è stato un furto di gioielli preistorici in Spagna e uno di una collana di diamanti da un museo di Vienna: qui i due ladri erano entrati pagando il biglietto.
Il più noto, scenografico e significativo tra tutti è però il furto di otto gioielli dello scorso ottobre al celeberrimo museo Louvre di Parigi, per un valore stimato di circa 88 milioni di euro. Anche se quattro persone sospettate di esserne le responsabili furono arrestate nel giro di poco tempo, dei gioielli rubati non si sa ancora niente. Il furto ha evidenziato le gravi carenze nella sicurezza del Louvre, che hanno portato prima a una serie di scioperi, chiusure e discussioni, e poi, a febbraio, alle dimissioni della sua direttrice, Laurence des Cars.

Una foto della villa che ospita il museo Renoir (ClaireL28, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons)
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