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  • Martedì 8 settembre 2026

L’Ucraina pensa di legalizzare il porno, anche per finanziare la guerra

Attualmente ha una legge rigidissima, ma anche quasi 8mila creator su OnlyFans: la nuova proposta vuole depenalizzare il settore e tassarlo

Un militare ucraino prepara il lancio di un drone, il 17 agosto 2026 (REUTERS/Sofiia Gatilova)
Un militare ucraino prepara il lancio di un drone, il 17 agosto 2026 (REUTERS/Sofiia Gatilova)
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L’Ucraina ha una delle leggi più rigide in Europa sulla pornografia, che punisce la detenzione e la distribuzione di materiale pornografico anche fra adulti consenzienti: le pene vanno da multe in denaro alla detenzione fino a cinque anni. In Ucraina però esiste anche una crescente industria del porno, soprattutto di donne che lavorano su OnlyFans, la piattaforma online che permette di ricevere dei compensi in cambio di contenuti sessualmente espliciti. Una legge in discussione nel parlamento ucraino propone di cancellare il divieto sulla pornografia, legalizzando così un’industria che potrebbe dare allo Stato tasse per 25 milioni di dollari all’anno. Quei soldi, dicono i promotori della legge, contribuiranno a finanziare la guerra contro la Russia.

La legge è stata approvata in una prima votazione (231 voti a favore, 8 contrari) e ora ne deve passare una seconda. In passato leggi simili non avevano ottenuto il necessario sostegno dei parlamentari, che si erano espressi per difendere la “morale pubblica”.

La legge ora in vigore è un’eredità del periodo sovietico, che è stata mantenuta anche perché in Ucraina le posizioni sul tema sono mediamente più conservatrici rispetto ad altre parti d’Europa. L’articolo 301 del codice penale è però molto restrittivo, e oltre a rendere punibile anche lo scambio di foto di nudo fra due persone adulte e consenzienti, crea dei paradossi legislativi e favorisce la corruzione.

Una protesta contro la corruzione organizzata da parlamentari dell’opposizione a Kyiv, il 18 novembre 2025 (AP Photo)

I problemi sono emersi a partire dal 2022, dopo l’invasione russa su larga scala dell’Ucraina. Per finanziare la sua economia e la resistenza militare, il governo ucraino ha iniziato a cercare di tassare i proventi dell’industria di settore, in precedenza di fatto ignorati. Dal 2024 ha ricevuto da Fenix International, azienda proprietaria della piattaforma OnlyFans, i dati su circa 8mila utenti ucraine – al 95 per cento donne – che avevano generato ricavi per 131 milioni di dollari solo nel 2023.

Queste utenti hanno cominciato a ricevere lettere che chiedevano il pagamento delle tasse arretrate. Pagarle però significava ammettere un’attività illegale per cui possono essere perseguite. Molte da tempo lavorano all’estero, spostandosi verso altre città europee quando devono produrre i loro contenuti. In alcuni casi hanno registrato legalmente l’attività nei paesi stranieri, pagando lì le tasse, ma anche loro hanno ricevuto le cartelle esattoriali dall’Ucraina.

A questi problemi si aggiunge la diffusa corruzione della polizia ucraina, che approfittando della rigidità della legge chiede il pagamento di tangenti per evitare problemi legali. Varie donne hanno denunciato a media ucraini e internazionali intimidazioni, irruzioni notturne nelle loro case, minacce e richieste di denaro. Solo l’anno scorso sono state aperte 1.400 indagini relative alla violazione della norma che vieta la diffusione di materiale pornografico.

I promotori della legge in discussione ritengono che una depenalizzazione della pornografia permetterebbe di combattere la corruzione, superare una legislazione anacronistica e aumentare le entrate dello stato. Yaroslav Zhelezniak, deputato dell’opposizione e presidente della commissione per le finanze del parlamento ucraino, ha stimato che legalizzare il settore porterebbe a entrate per 25 milioni di dollari l’anno. In una fase in cui l’Ucraina valuta che le esigenze di bilancio per la difesa possano valere 120 miliardi l’anno, le entrate dalle tasse sull’industria del porno non sarebbero certo decisive, ma potrebbero pagare il corrispettivo di 30mila droni, dicono i promotori della legge.

Yaroslav Zhelezniak, principale promotore della legge, il 12 maggio 2026 (Evgen_kotenko/Ukrinform via ZUMA Press Wire)

Secondo alcune società che operano nell’intrattenimento per adulti cercando di rispettare gli stretti limiti della legge attuale, la liberalizzazione permetterebbe al settore di crescere, a molte donne di tornare a lavorare in Ucraina, e al governo di definire una giusta tassazione, che tenga conto della realtà del mercato e che consideri anche le spese che le utenti sostengono per agenzie, consulenti e intermediari.

Alla legge si oppone soprattutto il Consiglio panucraino delle Chiese e delle organizzazioni religiose (VRCiRO), per ragioni che definisce morali, sostenendo che questa legge potrebbe favorire lo sfruttamento delle donne e dei minori, nonostante renda più severe le pene per la pornografia minorile.

Fra i politici che apertamente si oppongono alla legge c’è anche l’ex prima ministra Yulia Tymoshenko, che sostiene che la depenalizzazione trasformerebbe l’Ucraina in un hub pornografico. Il presidente Volodymyr Zelensky non si è espresso pubblicamente sulla questione, ma è improbabile che ponga il veto alla legge qualora venisse approvata in via definitiva dal parlamento.