C’è un’elezione molto importante in Germania
Domenica il partito di estrema destra AfD dovrebbe vincere in Sassonia-Anhalt e potrebbe riuscire a governare, per la prima volta
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Domenica 6 settembre si terranno le elezioni legislative in Sassonia-Anhalt, uno stato federale tedesco nella Germania centro-orientale di circa due milioni di persone. Il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD) è in testa ai sondaggi, con oltre il 40 per cento dei consensi, e per la prima volta ha reali possibilità di andare al governo, cosa mai successa con un partito di estrema destra dalla fine della Seconda guerra mondiale.
Alle ultime elezioni nello stato, nel 2021, AfD era arrivato secondo con il 20,8 per cento dei voti dopo l’Unione Cristiano-Democratica (CDU), di centrodestra, che aveva preso il 37 per cento e aveva formato un governo di coalizione con i Socialdemocratici (SPD, di centrosinistra) e i Liberali (FDP). Oggi la situazione è molto cambiata: nei sondaggi la CDU è data al 22 per cento ed è seguita dal partito di sinistra Linke. L’SPD, ormai debole nello stato da almeno dieci anni, è dato all’8 per cento e i Verdi al 5,7, appena sopra la soglia di sbarramento del 5 per cento. Il partito populista di Sahra Wagenknecht (BSW) e i Liberali sono dati fra il 3 e il 4 per cento e potrebbero quindi non superarla.
In questa elezione l’esito degli altri partiti, specialmente di quelli minori, è rilevante perché se nemmeno i Verdi riuscissero a superare la soglia di sbarramento AfD potrebbe arrivare ad avere da solo la maggioranza nel parlamento statale.
In caso contrario, gli altri partiti sarebbero costretti a formare una coalizione larghissima per impedire ad AfD di governare. È già successo in Turingia nel 2024, quando AfD vinse le elezioni ma fu lasciata fuori da un governo di coalizione fra CDU, SPD e BSW. A questo giro però giustificare l’esclusione di un partito che ha preso oltre il 40 per cento dei voti sarebbe più complicato.
Inoltre in una potenziale coalizione di governo dovrebbero coesistere la CDU e la Linke, che hanno posizioni molto distanti e che finora hanno sempre rifiutato di governare insieme. A differenza di alcuni suoi colleghi di partito che vorrebbero normalizzare i rapporti con AfD, l’attuale presidente dello stato e membro della CDU, Sven Schulze, ha escluso di allearsi con l’estrema destra dopo il voto. Ha però dichiarato di non volerlo fare nemmeno con la sinistra di Linke, senza chiarire quindi con quali partiti intenderebbe raggiungere la maggioranza in parlamento.
Schulze sta conducendo una campagna tradizionale, sostenendo che la maggioranza delle proposte di AfD siano irrealistiche e inapplicabili. Sta anche cercando di tenere il cancelliere e leader nazionale della CDU, Friedrich Merz, il più lontano possibile dai suoi comizi per via della sua crescente impopolarità, specialmente in queste zone.
– Leggi anche: Il “cordone sanitario” fa comodo ad AfD, ma quanto durerà ancora?

Un manifesto elettorale di AfD a Magdeburgo con la frase «Ulrich Siegmund ha un piano. Tutto è possibile», fotografato il 1° settembre 2026 (Frank Hoensch/Getty Images)
Il successo di AfD in Sassonia-Anhalt è in parte dovuto a un generale aumento dei suoi consensi a livello nazionale e soprattutto nella Germania orientale, di cui fa parte anche la Sassonia-Anhalt. Dipende sia da ragioni storiche e sociali che risalgono alla divisione tra Germania Est e Ovest durante la Guerra fredda, sia dal fatto che AfD è riuscita a radicarsi soprattutto nelle zone che si sentono trascurate dai partiti più istituzionali.
La popolarità del partito in Sassonia-Anhalt dipende anche dal suo leader locale, il 35enne Ulrich Siegmund, che potrebbe diventare il prossimo governatore. A metà agosto il settimanale progressista Der Spiegel l’ha messo in copertina definendolo «l’uomo più pericoloso della Germania». I suoi sostenitori hanno comprato in massa la rivista e l’hanno resa un cimelio da fargli autografare ai comizi.

Ulrich Siegmund autografa una copia dello Spiegel durante un comizio a Oschersleben, il 31 agosto 2026 (Jens Schlueter/Getty Images)
Siegmund entrò in politica durante il secondo governo di Angela Merkel unendosi al suo partito, l’Unione Cristiano-Democratica. Nel 2014 passò ad AfD, e dal 2016 è deputato nel parlamento statale della Sassonia-Anhalt. Ex venditore di deodoranti per ambienti, negli ultimi mesi è diventato assai popolare grazie a un atteggiamento positivo e rassicurante con gli elettori, a cui però affianca un programma radicale.
Fra le proposte più discusse c’è la creazione di classi separate per bambini rifugiati e per bambini disabili (la cui inclusione nelle classi con altri bambini è definita «esperimento») e una modifica dei programmi scolastici che presentino come modello «la famiglia tradizionale, composta da un uomo e una donna» ed educhino «i bambini nello spirito dell’amore per il popolo e la patria». Ci sono proposte più moderate e canoniche, come l’aumento dei finanziamenti ai vigili del fuoco e agevolazioni fiscali per i giovani che vogliono comprare casa.
Una parte importante del programma ruota intorno alla necessità di riportare al centro della società l’identità e la cultura tedesche, celebrando per esempio il cancelliere ottocentesco Otto von Bismarck o il filosofo Friedrich Nietzsche, originari della Sassonia-Anhalt, e in generale il periodo imperiale, finito con la Prima guerra mondiale. Da mettere da parte invece sarebbe la valorizzazione del Bauhaus, l’influente movimento artistico e architettonico nato proprio in Sassonia-Anhalt e sciolto nel 1933 dai nazisti. AfD lo associa alla sinistra e lo considera «non tedesco», in linea con un approccio revisionista e selettivo tipico dell’estrema destra mondiale.
– Leggi anche: L’estrema destra tedesca contro il Bauhaus
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Una parte del programma infine si concentra sulla Russia, con alcune proposte che Siegmund assicura verranno sostenute dal suo partito a livello nazionale. Fra le altre, un aumento dei corsi di lingua russa nelle scuole pubbliche, la rimozione delle sanzioni contro la Russia e l’interruzione del riconoscimento delle persone ucraine come rifugiati di guerra.

Ulrich Siegmund arriva a un comizio a Quedlinburg sul suo motorino Simson, un simbolo dell’identità della Germania dell’Est su cui si è fatto vedere spesso durante la campagna elettorale (Matthias Bein/dpa/ANSA)
Come molti altri membri di AfD, Siegmund è stato legato agli ambienti neonazisti tedeschi. Quattro dei suoi più stretti collaboratori sono ex membri di un’organizzazione neonazista messa al bando nel 2009, la Heimattreue Deutsche Jugend (Gioventù tedesca fedele alla patria). Intervistato sul tema dal quotidiano Die Welt, Siegmund ha detto che «sono persone eccellenti. Hanno la coscienza pulita. Quello che è successo 20 o 25 anni fa non mi interessa».
Siegmund era anche uno dei rappresentanti di AfD che a novembre del 2023 incontrarono alcuni leader di movimenti neonazisti a Potsdam per discutere di un piano nazionale di “remigrazione”. Il termine divenne noto nel dibattito pubblico proprio a seguito di quell’incontro, rivelato da un’inchiesta del sito tedesco di giornalismo investigativo Correctiv. Secondo Correctiv, Siegmund aveva anche preso parola durante l’incontro e aveva sostenuto che uno dei modi per portare a termine il piano era cambiare l’immagine delle strade tedesche, mettendo sotto pressione i ristoratori stranieri e rendendo i quartieri «il meno possibile attraenti» per loro. Successivamente Siegmund provò a minimizzare il suo contributo all’evento.
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