Gli Stati Uniti hanno attaccato di nuovo l’Iran
La Mezzaluna Rossa iraniana ha detto che 4 persone sono state uccise da un bombardamento che ha colpito un matrimonio, e decine sono state ferite
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Martedì attorno alle 18:30 ora italiana il comando delle forze statunitensi in Medio Oriente (CENTCOM) ha fatto sapere che gli Stati Uniti hanno cominciato ad attaccare di nuovo l’Iran. La Mezzaluna Rossa iraniana (l’equivalente locale della Croce Rossa) ha detto che un bombardamento ha colpito una casa dove erano in corso le celebrazioni per un matrimonio: quattro persone sono state uccise e più di 50 sono state ferite. L’attacco è avvenuto vicino alla città di Sirik, sulla costa dello stretto di Hormuz.
La nuova serie di attacchi statunitensi è stata presentata come una ritorsione contro i tentativi di colpire alcune navi commerciali nello stretto di Hormuz e le forze statunitensi presenti nell’area da parte dei Guardiani della rivoluzione, cioè il corpo militare più potente e influente dell’Iran.
Alcune ore dopo anche i media di stato iraniani hanno annunciato nuovi attacchi da parte dei Guardiani della rivoluzione contro obiettivi legati agli Stati Uniti in Medio Oriente: fra questi c’è una base militare in Giordania, vicino alla città di Aqaba.
Ci sono ancora poche informazioni sugli effetti degli attacchi. I media iraniani hanno scritto che ci sono state diverse esplosioni in varie zone del sud-est del paese: nella città portuale di Bandar Abbas e sull’isola di Qeshm, la più grande nello stretto, e nelle città di Konarak e Chabahar.
Domenica gli Stati Uniti avevano bombardato l’isola iraniana di Larak, che si trova nel golfo Persico, poco a ovest dello stretto, dicendo di avere come obiettivo due stazioni da cui il regime iraniano stava per lanciare razzi con a bordo mine da piazzare nello stretto. Era stato il primo attacco statunitense contro l’Iran dopo diverse settimane, e almeno inizialmente non sembrava segnare l’inizio di nuovi attacchi su più ampia scala. In risposta i Guardiani della rivoluzione avevano detto di aver lanciato missili e droni contro alcune basi con personale statunitense in Giordania e negli Emirati Arabi Uniti.
Secondo il sito di news Axios, molto informato sulle decisioni dell’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump, gli attacchi di martedì rientrano in un nuovo piano per indebolire i sistemi radar iraniani e quelli per il lancio di missili nello stretto, e per impedire al regime di controllarlo.
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