L’ex ministro Fedorov ora chiede le elezioni in Ucraina
È una sfida diretta al presidente Zelenskyy, che lo aveva licenziato un mese fa
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L’ex ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov, ha chiesto tramite un breve videomessaggio che siano indette nuove elezioni presidenziali, anche se il paese è in guerra. La richiesta è una sfida diretta al presidente Volodymyr Zelenskyy, che aveva licenziato Fedorov circa un mese fa provocando un grosso subbuglio nella politica ucraina che ancora non si è del tutto placato.
Nel messaggio Fedorov ha detto che l’Ucraina deve «ristabilire un processo pienamente democratico anche nel mezzo di una lunga guerra» e che «la democrazia non può essere tenuta in ostaggio dalla Russia». Il riferimento è al fatto che dall’invasione russa su larga scala del 2022 in Ucraina vige la legge marziale, che vieta di tenere elezioni. Il mandato di Zelenskyy è scaduto nel 2024, ma è stato rinnovato finché la legge marziale non sarà ritirata.
Zelenskyy è stato più volte criticato in passato per la mancanza di elezioni. Al tempo stesso però indire elezioni in un paese attivamente in guerra è complicato e il processo democratico avrebbe enormi ostacoli: i bombardamenti russi sono ancora quotidiani; il territorio è parzialmente occupato dalla Russia; più di un milione di persone sono nelle forze armate; altri milioni sono sfollati interni o scappati all’estero negli ultimi anni.
Per questo l’insistenza di Fedorov sulle elezioni è al momento soprattutto un modo per presentarsi come un credibile avversario politico di Zelenskyy. Sembra anche un segnale che almeno per ora il rapporto tra i due si è decisamente incrinato.
Fedorov ha 35 anni ed era stato nominato ministro della Difesa a gennaio (in precedenza era stato ministro per la Trasformazione digitale). Durante questo breve periodo era diventato eccezionalmente apprezzato per le sue riforme di modernizzazione e digitalizzazione dell’apparato militare e per la sua insistenza nell’uso di droni e attacchi a lungo raggio come principale strumento nella guerra contro la Russia.
Negli ultimi mesi grazie all’uso dei droni l’Ucraina è riuscita a ottenere alcuni grossi successi contro la Russia. Anche per questo soprattutto la borghesia urbana ucraina ha cominciato a vedere in Fedorov un simbolo di un nuovo modo di fare la guerra, che tramite droni e robot avrebbe risparmiato vite umane e magari ridotto il rischio di coscrizione.
A metà luglio però Zelenskyy aveva licenziato Fedorov a seguito di un diverbio tra lui e il generale Oleksandr Syrsky, il capo delle forze armate, sul modo di condurre la guerra. A quel punto in decine di città ucraine erano cominciate proteste per chiedere la reintroduzione di Fedorov e le dimissioni di Syrsky. Dopo qualche giorno, Zelenskyy ha licenziato anche Syrsky ma non ha riammesso Fedorov.
– Ascolta Globo: La guerra decisa dalla piazza
Tra il presidente e l’ex ministro ci sono stati alcuni negoziati: Zelenskyy era disposto a offrire a Fedorov un nuovo posto del governo ma non quello di ministro della Difesa, ma Fedorov ha detto che sarebbe tornato soltanto alla sua vecchia carica.
Martedì, infine, Zelenskyy ha confermato Yevhenii Khmara – un rispettato funzionario dell’intelligence – come ministro della Difesa. Khmara era già stato nominato ad interim dopo il licenziamento di Fedorov.

Proteste a Kyiv per Fedorov, 26 luglio 2026 (AP Photo/Efrem Lukatsky)
Poche ore dopo Fedorov ha pubblicato il videomessaggio sulle elezioni. L’ex ministro ha anche criticato l’attuale gestione dello stato ucraino, pur senza mai nominare direttamente Zelenskyy. «La gente non può vivere in uno stato in cui non capisce perché certe decisioni vengono prese, perché certe riforme vanno avanti e altre sono bloccate. (…) È particolarmente pericoloso quando una società sviluppa la sensazione che il criterio principale per le nomine non sono la professionalità, i risultati o l’abilità di trasformare il paese, ma la lealtà personale al sistema».
Secondo un sondaggio di fine luglio del centro studi ucraino SOCIS, in caso di elezioni Fedorov arriverebbe terzo con il 13,1 per cento dei voti, dopo Zelenskyy (22,3 per cento) e l’ex capo delle forze armate Valerii Zaluzhnyi (il predecessore di Syrsky, 21,4 per cento). Sia Fedorov sia Zaluzhnyi però batterebbero Zelenskyy al secondo turno.



