La Cisgiordania e le sue aree
Una guida molto rapida per capire com'è organizzato il territorio, dove si trovano gli insediamenti e quali sono le violazioni di Israele
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La storia delle famiglie palestinesi assediate dai coloni israeliani è complicata dal fatto che le tre case assediate a Qusra, vicino a Nablus, si trovano probabilmente nella cosiddetta area B della Cisgiordania: è quella in cui la gestione è condivisa tra Israele e l’Autorità nazionale palestinese (ANP), cioè il governo internazionalmente riconosciuto dei palestinesi.
La Cisgiordania è divisa in tre aree, ciascuna delle quali ha una propria organizzazione istituzionale e di sicurezza derivata dagli accordi di pace di Oslo del 1993-1995 tra Israele e l’ANP (che al tempo si chiamava ancora OLP, Organizzazione per la liberazione della Palestina). Quando si valuta la situazione in Cisgiordania, però, bisogna considerare che molto spesso le istituzioni sono sopravanzate dai fatti sul campo e dalla forza militare di Israele e dei coloni israeliani, che spesso commettono soprusi e violano gli accordi.
Gli accordi di Oslo che dividevano la Cisgiordania in tre aree avrebbero dovuto essere temporanei: era previsto che sarebbero stati presto superati da nuovi accordi che avrebbero garantito ai palestinesi il controllo dell’intera Cisgiordania. I negoziati però fallirono e quella situazione dura ormai da oltre trent’anni.
L’area A della Cisgiordania è quella controllata interamente dall’Autorità palestinese, che ne gestisce sia l’amministrazione civile sia la sicurezza. Corrisponde a circa il 18 per cento del territorio della Cisgiordania ma ospita il 55 per cento della popolazione palestinese, perché vi si trovano le principali città come Ramallah, Nablus e Jenin. Per via di un ordine militare israeliano emesso nei primi anni Duemila, i civili israeliani non possono nemmeno entrare nell’area A senza permesso.
Nonostante questo, l’esercito israeliano entra frequentemente per fare arresti o condurre raid contro gruppi o individui che considera una minaccia: i frequenti raid contro il campo profughi di Jenin, per esempio, avvengono in area A. L’ANP, che dovrebbe amministrare la sicurezza, è molto spesso impotente o connivente davanti a Israele, da cui dipende economicamente: per questo molto spesso sottosta alle sue richieste militari.
– Leggi anche: I palestinesi in Cisgiordania sono esasperati dai loro politici
L’area B è a gestione congiunta: l’ANP si occupa dell’amministrazione civile mentre Israele della sicurezza interna. Comprende circa il 21 per cento del territorio della Cisgiordania e il 41 per cento della popolazione palestinese. La situazione dell’area B è ancora più confusa, perché anche se l’ANP dovrebbe gestire l’amministrazione civile molto spesso Israele approfitta della sua maggiore forza militare per superare i limiti imposti dagli accordi di Oslo.
Come si vede nella cartina qui sotto, inoltre, l’area A (in giallo) e l’area B (in arancione) non hanno continuità territoriale: sono come isole separate da ampie zone dell’area C, controllata esclusivamente da Israele. Nella pratica, questo si traduce in posti di blocco per le persone palestinesi, tempi lunghissimi per gli spostamenti, e molto spesso anche lontananza o impossibilità di raggiungere scuole, ospedali o di accedere alla rete idrica.

(Wikimedia)
Infine c’è appunto l’area C, che dagli accordi di Oslo era definita tutta quella parte di Cisgiordania non compresa nelle aree A o B, e che comprende il 61 per cento del territorio. Qui Israele ha sia il controllo amministrativo sia quello della sicurezza. Originariamente questa avrebbe dovuto essere una sistemazione temporanea in attesa che tutto il territorio fosse restituito ai palestinesi, ma Israele non ha mai ceduto il territorio, anzi: l’area C è anche quella dove si trova il grosso delle colonie israeliane, cioè gli insediamenti illegali che occupano il territorio palestinese.
Gli insediamenti sono in continua crescita, sono autorizzati dal governo israeliano e molto spesso sono costruiti in modo da frapporsi tra le comunità palestinesi, frammentare ulteriormente la continuità territoriale e accaparrare le risorse migliori. Di recente i coloni hanno iniziato a impossessarsi di edifici e a occupare campi agricoli anche nelle aree A e B.



