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  • Venerdì 2 ottobre 2026

I paesi del G7 useranno altro gasolio dalle loro riserve di emergenza

Per provare ad abbassarne il prezzo, dopo le forti pressioni di Trump

Pompe per l'estrazione del petrolio in Bahrein, nel 2013 (AP/Hasan Jamali)
Pompe per l'estrazione del petrolio in Bahrein, nel 2013 (AP/Hasan Jamali)
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Venerdì i leader dei paesi del G7 – cioè Canada, Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Giappone e Stati Uniti – hanno detto che useranno circa 100 milioni di barili di gasolio e greggio dalle loro riserve di emergenza, per provare a contrastare l’aumento dei prezzi dei carburanti a livello globale, dopo pressioni molto insistenti del presidente statunitense Donald Trump.

I governi hanno detto in un comunicato congiunto che prevedono di iniziare il rilascio dei barili immediatamente, e di continuare per i prossimi 4 mesi. Hanno specificato che prevedono di rilasciare una «grande quantità di gasolio» nei prossimi 20 giorni, e che il piano verrà coordinato dall’Agenzia internazionale dell’energia (AIE).

Il prezzo dei carburanti e in particolare del gasolio è cresciuto molto in tutto il mondo, come effetto della guerra in Medio Oriente e degli attacchi dell’Ucraina contro le raffinerie russe. Inoltre dalla fine di settembre la Cina ha cominciato a ridurre la quantità di gasolio che esporta in diversi paesi asiatici: molti hanno dovuto acquistarlo altrove, contribuendo a fare aumentare la domanda globale, e quindi i prezzi.

Nei giorni scorsi gli Stati Uniti avevano chiesto ai grandi paesi europei, tra cui Francia e Germania, di mettere a disposizione almeno 100 milioni di barili di gasolio delle loro riserve di emergenza entro 20 giorni. Trump aveva anche minacciato di vietare l’esportazione del gasolio prodotto negli Stati Uniti, fatto che avrebbe probabilmente contribuito a fare aumentare il prezzo in Europa.

Un camion per il trasporto di carburante a Francoforte, in Germania (AP/Michael Probst)

Un camion per il trasporto di carburante a Francoforte, in Germania (AP/Michael Probst)

In molti distributori degli Stati Uniti i prezzi del gasolio al momento sono sopra ai 6 dollari al gallone, ben oltre la soglia psicologica che molti elettori trovano tollerabile, di 4 dollari al gallone (cioè poco meno di un euro al litro: è comunque un prezzo molto più basso rispetto a quelli europei). Il 3 novembre ci sono le elezioni per eleggere la Camera dei rappresentanti, e una parte del Senato. L’aumento del costo dei carburanti ha danneggiato la popolarità di Trump e del suo partito Repubblicano, e lui sta cercando modi di ridurlo prima delle elezioni.

I paesi del G7, insieme a molti altri, avevano già annunciato a marzo l’uso di milioni di barili dalle loro scorte di emergenza, nel contesto di un piano dell’AIE. Si trattava dell’intervento più grande di sempre: 32 paesi si erano impegnati a usare 400 milioni di barili dalle loro riserve. Ma Fatih Birol, il capo dell’AIE, sostiene che un terzo dei barili promessi non sia ancora stato reso disponibile.

Non è chiaro quanti dei 100 milioni di barili citati dal G7 fossero già stati promessi, e non siano stati utilizzati, né le quote che verranno fornite da ciascun paese. Nel comunicato i governi si sono comunque impegnati a rispettare gli impegni presi a marzo, e a discutere dell’ulteriore uso di riserve di emergenza.