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  • Venerdì 2 ottobre 2026

Il copilota del volo Flydubai si era radicalizzato, dice Netanyahu

Secondo il primo ministro israeliano e diverse testimonianze di passeggeri avrebbe voluto far precipitare l’aereo: è un cittadino dell’Oman

Persone con indosso la bandiera di Israele accolgono i passeggeri israeliani del volo di Flydubai, dopo il loro rientro dall'Arabia Saudita all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, 30 settembre 2026 (EPA/ABIR SULTAN via ANSA)
Persone con indosso la bandiera di Israele accolgono i passeggeri israeliani del volo di Flydubai, dopo il loro rientro dall'Arabia Saudita all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, 30 settembre 2026 (EPA/ABIR SULTAN via ANSA)
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In un intervento su Fox News il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che, in base alle prime indagini, il copilota che mercoledì aveva cercato di dirottare un aereo in volo tra Dubai e Tel Aviv aveva subìto un «indottrinamento radicale islamista». Il copilota è un cittadino dell’Oman, e sia secondo i resoconti dei testimoni sia secondo Netanyahu è molto probabile che stesse cercando di far precipitare l’aereo.

Quella del volo 1073 di Flydubai è una vicenda che ha ancora molti aspetti da chiarire, e che per molti versi ha elementi straordinari. In base a quanto ricostruito finora il copilota ha accoltellato il pilota nella cabina di pilotaggio a circa tre quarti del percorso: l’aereo ha perso quota molto rapidamente per poi ristabilirsi, prima grazie all’intervento di alcuni passeggeri, e poi con quello di due piloti fuori servizio, che sono infine riusciti a compiere un atterraggio di emergenza in Arabia Saudita.

In una telefonata con il primo ministro indiano Narendra Modi, il pilota del volo, Smit Machchhar, a sua volta indiano, ha detto che dopo l’attacco era riuscito ad aprire la porta della cabina di pilotaggio, nonostante fosse a terra ferito. A quel punto erano intervenuti alcuni passeggeri e i membri dell’equipaggio, che erano riusciti a riprendere il controllo della situazione. Nel frattempo, dopo l’invio di due segnali d’emergenza, l’aeronautica militare israeliana aveva fatto decollare dei caccia per un possibile intervento. Sul volo c’erano perlopiù passeggeri israeliani, tutti illesi.

Un portavoce di Netanyahu ha detto che sui suoi profili social il copilota parlava già da tempo di uccidere le persone ebree. Una volta immobilizzato, avrebbe implorato ai passeggeri e all’equipaggio di ucciderlo, «quindi è chiaro che avesse pensieri suicidi», ha detto Netanyahu sempre a Fox News. Il primo ministro israeliano ha comunque aggiunto che è troppo presto per avere certezze sulle motivazioni del copilota, e anche per dire se dietro ci possa essere l’Iran, come era stato ipotizzato nelle prime ore dopo i fatti.

– Leggi anche: Cosa è successo sul volo 1073

Sull’attentato fallito durante il volo stanno indagando sia Israele che gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita, rispettivamente i paesi da cui l’aereo era partito e dove infine è atterrato. Le autorità emiratine hanno fatto sapere che si sta cercando di chiarire se ci siano collegamenti con attività o finalità terroristiche, e se abbia agito da solo. Il ministero dell’Interno dell’Arabia Saudita ha detto che, dopo essere stati portati in ospedale, sia il pilota che il copilota sono stati rimandati negli Emirati Arabi Uniti.

Non è ancora chiaro se il copilota avesse portato con sé un’arma e, nel caso, come fosse riuscito a farlo. Netanyahu ha detto che, per ferire il pilota, aveva usato «un’accetta»: i media israeliani scrivono che potrebbe essere una di quelle già presenti nelle cabine di pilotaggio degli aerei per le emergenze.

C’è anche da chiarire come mai nella cabina ci fosse un cittadino dell’Oman. Le condizioni fissate dagli Accordi di Abramo (fatti nel 2020 per normalizzare i rapporti tra Israele e quattro stati arabi) in teoria impediscono ai piloti di paesi che non hanno legami diplomatici con Israele, come per esempio l’Oman, di atterrare nel paese. Ciononostante, era però già capitato che piloti dell’Oman portassero dei voli in Israele, che probabilmente contava che fossero le compagnie aeree a rispettare il divieto: secondo il notiziario israeliano di Channel 12, i servizi di sicurezza israeliani non verificano la provenienza dei piloti di Flydubai, ma si limitano a chiedere alla compagnia il rispetto degli Accordi.

Flydubai è una compagnia di proprietà del governo emiratino, e collega Dubai a Tel Aviv con una decina di voli al giorno. A seguito di un ordine dell’ufficio di Netanyahu, da mercoledì ha sospeso tutti i collegamenti con Israele fino a quando le indagini saranno completate.

– Leggi anche: Cosa non sappiamo dell’attentato fallito sul volo per Tel Aviv