Zelensky ha rimosso il ministro che ha trasformato la guerra contro la Russia
Mychajlo Fedorov è l'artefice delle innovazioni con droni, robot e attacchi a lungo raggio, ma non è stato confermato in un rimpasto del governo ucraino
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non confermerà Mychajlo Fedorov come ministro della Difesa: è una delle principali e più inattese novità nel rimpasto di governo che nei giorni scorsi aveva già portato alle dimissioni della prima ministra Yulia Svyrydenko.
Fedorov ha 35 anni, era ministro da gennaio ed era molto popolare. In poco più di sei mesi ha trasformato l’approccio dell’Ucraina alla guerra favorendo l’innovazione, l’automazione e l’uso di droni e robot: sotto la sua guida l’esercito ha iniziato a colpire obiettivi russi lontani centinaia di chilometri dal fronte e a bombardare con più costanza la Crimea occupata, causandone spesso l’isolamento.
È uno dei principali collaboratori di Zelensky sin dalla campagna elettorale del 2019, e prima di diventare ministro della Difesa aveva guidato il ministero per l’Innovazione tecnologica. Zelensky non ha ancora motivato la sua rimozione dall’incarico, già molto criticata, ma da tempo si parla di rapporti complessi fra Fedorov e i più importanti generali dell’esercito ucraino, a partire da Oleksandr Syrskyi, il capo delle forze armate.
I suoi critici nell’esercito ritenevano il suo approccio troppo semplicistico e troppo concentrato sulle presentazioni spettacolari, e lo accusavano di aver portato poche soluzioni per la difesa delle città ucraine attaccate dai russi.
– Leggi anche: L’Ucraina sta mettendo migliaia di questi robot da guerra al posto dei soldati

Mykhailo Fedorov in una foto del 2023, quando era ministro per l’Innovazione tecnologica (AP Photo/Efrem Lukatsky)
I rapporti di Fedorov con i livelli più alti dell’esercito sono sempre stati complessi per un carattere poco incline alla diplomazia, ma secondo vari media ucraini e internazionali hanno pesato anche scontri con i fornitori dell’esercito. Fedorov aveva lanciato un programma che permetteva ai soldati di comprare le loro armi su un sito, Brave1, soprannominato l’“Amazon delle armi”, cosa che danneggiava i fornitori ufficiali.
Fedorov ha rapporti stretti con le aziende tecnologiche statunitensi della Silicon Valley, interessate agli sviluppi tecnologici della guerra. Ha incontrato più volte Alex Karp, amministratore delegato di Palantir (un’azienda assai controversa e vicina a Donald Trump) ed è stato anche al centro delle trattative con SpaceX, l’azienda di Elon Musk, per bloccare l’accesso dei soldati russi a Starlink, il sistema satellitare usato anche per le comunicazioni militari.

Un soldato comanda a distanza un drone intercettore, il 26 giugno 2026 (AP Photo/Andrii Marienko)
Alcuni esponenti del partito di Zelensky hanno indicato fra i motivi della mancata conferma anche i risultati insoddisfacenti nella riforma del sistema di mobilitazione dei soldati. L’esercito ucraino ormai da anni ha meno soldati a disposizione di quelli di cui avrebbe bisogno, e fatica a sostituire chi è al fronte da tempo. Ogni riforma che aumenti la mobilitazione forzata è però fortemente impopolare. Fedorov aveva promosso una riforma che aumenta gli stipendi per i soldati, rende più semplice entrare nell’esercito per i volontari stranieri e punta a favorire il rientro nell’esercito degli ucraini che si sono sottratti alla leva, ma è stata giudicata insufficiente.
Il suo posto dovrebbe essere preso dall’attuale ministro dell’Interno ucraino, Igor Klymenko, che in passato è stato a capo dell’azienda petrolifera nazionale. Quello in corso è il terzo rimpasto di governo attuato da Zelensky.



