Varenne, un cavallo vincente
È morto a 31 anni, dopo essere stato molto famoso e parecchio richiesto per l'accoppiamento, in quanto il più vincente nella storia del trotto
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Il cavallo Varenne, che vinse molte importanti gare di ippica tra anni Novanta e Duemila, è morto dopo un infarto nella notte tra lunedì 17 e martedì 18 agosto. Lo hanno annunciato sia la pagina Instagram che dava aggiornamenti sulla sua vita, sia Fabrizio Pagnoni, il sindaco del comune di Copparo, in provincia di Ferrara, dove Varenne era nato nel 1995. Aveva 31 anni, un’età abbastanza avanzata per un cavallo.
Varenne divenne famoso, ben oltre chi si intende di ippica, per le tante e importanti vittorie nelle gare di trotto a cui lo fecero partecipare: ne vinse 62 su 73. Quel livello di fama si ritrova ancora oggi nel modo – simile a come si fa in genere per le persone famose – in cui la sua morte è stata annunciata e raccontata, cioè con un’estesa copertura giornalistica, soprattutto sui quotidiani sportivi.
Molti di questi, peraltro, avevano evidentemente dei coccodrilli (il nome con cui vengono definiti, in gergo giornalistico, gli articoli biografici pronti o in larga parte già scritti prima che il protagonista della biografia sia effettivamente morto) pronti per la morte di Varenne.
Spesso ci si riferisce a Varenne con i soprannomi altisonanti di “Capitano” o “Figlio del vento” e col suo driver Giampaolo Minnucci il cavallo riuscì a ottenere una popolarità enorme e piuttosto insolita per uno sport di nicchia come l’ippica. Soprattutto nei primi anni Duemila Varenne era così famoso da comparire più volte sulla prima pagina della Gazzetta dello Sport, per esempio. Repubblica ha scritto che Varenne è un «gigante dello sport italiano» come il ciclista Fausto Coppi o il velocista Pietro Mennea.

La parte alta della prima pagina della Gazzetta dello Sport del 29 gennaio 2001. Il giorno prima Varenne e Minnucci avevano vinto il primo di due Grand Prix d’Amérique consecutivi.
Il trotto è una specialità dell’ippica nella quale il cavallo trottatore traina il guidatore, che sta su un piccolo carro a due ruote detto sulky. I cavalli al trotto poggiano due zoccoli simultaneamente (accoppiati diagonalmente) e vanno meno veloce rispetto al galoppo. Nel galoppo invece il cavallo corre più liberamente e va più veloce: nelle gare ippiche di galoppo il fantino monta direttamente sul cavallo. Nelle gare di trotto non si può galoppare e viceversa (a proposito di coccodrilli, quelli veri, anche loro possono andare al galoppo).
Nel corso della sua carriera, spesso descritta come «straordinaria», Varenne fece vincere oltre 6 milioni di euro di premi. Il suo proprietario fu l’imprenditore napoletano Enzo Giordano, morto nel 2025 a 71 anni, che lo acquistò nel 1998.
Varenne e Minnucci vinsero più volte tutte le più importanti corse di trotto del mondo, fra cui il Prix d’Amérique di Parigi (nel 2001 e nel 2002), la Breeders Crown (2001), l’Elitloppet di Stoccolma (2001 e 2002) e per tre anni di fila, dal 2000 al 2002, il Gran Premio Lotteria di Agnano, a Napoli. Nel 2001 venne premiato come “Cavallo dell’anno” in Italia, in Francia e negli Stati Uniti: non ci è riuscito più nessun altro cavallo.
Dopo la fine della carriera agonistica Varenne visse perlopiù a Eboli, in provincia di Salerno, dove è morto. Era diventato uno stallone, ovvero un animale dedicato alla riproduzione. Si legge su molti siti e quotidiani online che Varenne abbia circa 2.000 figli, alcuni dei quali nati forse dal suo sperma venduto illegalmente.
– Leggi anche: Il caso attorno ai possibili figli illegittimi di Varenne, nel 2024



