• Mondo
  • Lunedì 20 luglio 2026

Andy Burnham è il nuovo primo ministro del Regno Unito

Il settimo dal 2016, dopo le dimissioni di Keir Starmer, di cui non ha riconfermato i principali ministri

Andy Burnham fuori dal numero 10 di Downing Street, 20 luglio 2026 (Chris Ratcliffe/Bloomberg)
Andy Burnham fuori dal numero 10 di Downing Street, 20 luglio 2026 (Chris Ratcliffe/Bloomberg)
Caricamento player

Lunedì Andy Burnham, del Partito Laburista, è diventato il nuovo primo ministro del Regno Unito: il settimo dal referendum su Brexit nel 2016. Re Carlo gli ha dato l’incarico di formare un nuovo governo dopo le dimissioni del primo ministro uscente Keir Starmer, anche lui Laburista.

Uno dei primi compiti di Burnham è finalizzare la lista di ministri e ministre del suo governo. Non saranno riconfermati alcuni dei principali di Starmer: su tutti Rachel Reeves (Finanze) e David Lammy (Giustizia e vice primo ministro). L’incarico di Reeves, il cui titolo ufficiale è “cancelliere dello Scacchiere”, è di fatto il più importante dopo il primo ministro e per questo c’era enorme attesa: Burnham ha scelto John Healey, l’ex ministro della Difesa che si era dimesso in polemica coi piani di Starmer sulle spese militari. Così ha scavalcato le tensioni nello staff sugli altri due nomi che circolavano per il posto: Ed Miliband, nominato agli Esteri, e Shabana Mahmood, confermata agli Interni.

Dopo avere ottenuto l’incarico, Burnham ha fatto il suo primo e breve discorso fuori da Downing Street, la residenza del primo ministro a Londra, con due novità: ha parlato a braccio invece di leggere un discorso, e si è rivolto direttamente alle telecamere, senza usare il tradizionale podio di legno dei discorsi alla nazione (lo stesso di Starmer poche ore prima).

Ha riconosciuto la fase di instabilità della politica britannica degli ultimi anni e ha detto che «il Regno Unito deve mostrare al mondo» di saper cambiare le cose e far funzionare la politica: «So che le persone a casa sono stanche della politica: vi sento, e voglio essere onesto. Non siamo stati abbastanza bravi». Il principale annuncio concreto, su cui ha chiuso il discorso, è un programma di aiuto ai senzatetto da 360 milioni di sterline (un po’ più di 420 milioni di euro). Ha promesso anche un piano decennale per lo sviluppo del Regno Unito, e misure urgenti per ridurre il costo della vita e per costruire nuove case popolari.

Il primo discorso di Burnham poco dopo essere stato nominato primo ministro, il 20 luglio 2026

La nomina di Burnham a primo ministro era un atto formale scontato, dal momento che la scorsa settimana era stato eletto leader del Partito Laburista al posto di Starmer. Nel Regno Unito infatti il primo ministro è il leader del partito che ha vinto le ultime elezioni, in questo caso i Laburisti: se il partito cambia leader, cambia pure il primo ministro. Fino a metà giugno Burnham era il sindaco dell’area metropolitana di Manchester: incarico in cui si è costruito la reputazione che ha convinto il partito che fosse quello giusto per sostituire Starmer, in grave crisi di popolarità.

Dopo avere stravinto le elezioni del 2024, Starmer era stato indebolito soprattutto da alcuni scandali, su tutti la decisione di nominare come ambasciatore negli Stati Uniti Peter Mandelson, un importante politico Laburista, contro la raccomandazione dei servizi di sicurezza. Dopo alcuni mesi, a settembre del 2025, Mandelson era stato licenziato dall’incarico, e si era poi dovuto dimettere dal partito a causa dei suoi stretti rapporti personali con Jeffrey Epstein, il finanziere statunitense accusato di avere sfruttato sessualmente decine di ragazze minorenni e morto in carcere nel 2019.

L’impopolarità di Starmer aveva messo in grave difficoltà il partito: a maggio i Laburisti erano andati malissimo alle elezioni locali, e da tempo molti chiedevano che si dimettesse. Lunedì mattina, in un breve discorso di commiato Starmer ha comunque difeso il lavoro del suo governo e ha detto che augura «ogni successo» a Burnham, aggiungendo che ha il suo pieno sostegno: «Me ne vado con dignità, me ne vado con un sorriso, e orgoglioso di tutto ciò che abbiamo ottenuto».

L’ultimo discorso di Starmer come primo ministro prima di andare da re Carlo e dimettersi, il 20 luglio 2026

Burnham in realtà non ha idee molto diverse da quelle di Starmer, ma è riuscito a convincere il partito presentandosi come un candidato di rottura e capace di cambiare le cose. Questo emerge anche dal suo stile comunicativo e dal suo modo di porsi: Starmer è spesso sembrato un politico distante e impacciato, mentre Burnham è più carismatico e spigliato.