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  • Venerdì 17 luglio 2026

Perché Zelensky continua a cambiare governi

Il presidente ucraino ha fatto il secondo rimpasto in meno di un anno, senza motivarlo del tutto: ci sono ragioni politiche e personali

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky al meeting della NATO di Ankara, il 7 luglio 2026 (Metin Aktaş, Pool Photo via AP)
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky al meeting della NATO di Ankara, il 7 luglio 2026 (Metin Aktaş, Pool Photo via AP)
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Da giovedì è in carica in Ucraina un nuovo governo, risultato del secondo rimpasto voluto dal presidente Volodymyr Zelensky in meno di un anno. C’è un nuovo primo ministro e sono stati sostituiti molti altri membri, compreso il popolare ministro della Difesa, Mychajlo Fedorov, che in poco più di sei mesi ha trasformato l’approccio dell’Ucraina alla guerra favorendo l’innovazione e l’automazione nei combattimenti. La rimozione di Fedorov ha causato grandi proteste in molte città ucraine, cosa inusuale per un paese in guerra.

Zelensky non ha dato spiegazioni chiare per un così profondo rinnovamento del governo: la decisione è stata oggetto di molte discussioni e interpretazioni, che citano motivi sia politici sia personali.

Zelensky ha detto che Fedorov non è stato confermato a causa dei forti contrasti con Oleksandr Syrskyi, il capo delle forze armate ucraine. È stato sostituito con una soluzione ad interim, cioè temporanea: il generale Yevhenii Khmara, capo dei servizi segreti ucraini (SBU). Lo scontro tra Fedorov e Syrskyi era noto da tempo e dovuto al loro modo molto diverso di intendere la guerra: il primo (35 anni) ha modernizzato i combattimenti puntando su robot e droni capaci di fare attacchi anche in profondità nel territorio russo; il secondo (60 anni) ha un approccio molto più tradizionale ed era ostile ai cambiamenti di Fedorov.

Le novità introdotte da Fedorov stavano dando buoni risultati per l’Ucraina. In un editoriale il quotidiano Kyiv Independent sostiene che Zelensky l’abbia rimosso a causa della sua crescente popolarità, considerata eccessiva e pericolosa dal presidente: «La decisione presenta tutte le caratteristiche tipiche della tendenza di Zelensky a destituire importanti funzionari e comandanti che diventano troppo popolari, in vista di ipotetiche elezioni, che non si terranno mai se la Russia dovesse sopraffare l’Ucraina». Il riferimento è agli effetti che la rimozione di Fedorov potrebbe avere sul futuro della guerra.

Il quotidiano dice anche che «i funzionari accusati di corruzione, incompetenza o cattiva gestione hanno spesso goduto di una pazienza ben maggiore, e persino di protezione, a patto che non minacciassero il suo tasso di approvazione». Parlando con il quotidiano tedesco Die Welt, l’analista politico Oleksiy Haran ha detto che Zelensky «voleva dimostrare ancora una volta chi è al comando» e ribadire di avere il controllo totale, in una fase in cui la sua presa sul parlamento sembra minore.

L’ex ministro della Difesa ucraino Mychajlo Fedorov e il segretario della NATO Mark Rutte a Bruxelles, il 12 febbraio 2026 (AP Photo/Geert Vanden Wijngaert)

Zelensky ha invece giustificato la sostituzione della prima ministra Yulia Svyrydenko con Sergii Koretsky, ex capo dell’azienda energetica statale Naftogaz, parlando di «nuove priorità per il governo». Ha detto che il nuovo governo dovrà occuparsi prima di tutto di garantire energia elettrica e riscaldamento alla popolazione per il prossimo inverno, che spesso mancano a causa degli attacchi russi alle infrastrutture energetiche ucraine. Per questo Koretsky sarebbe l’uomo più indicato.

Secondo molti media ucraini, perlopiù critici soprattutto con il cambio al ministero della Difesa, queste non sono le uniche motivazioni. Il rimpasto di governo è stato voluto e guidato in prima persona da Zelensky e il parlamento si è di fatto limitato ad approvarlo, nonostante la Costituzione preveda un ruolo maggiore per il parlamento. A luglio del 2025 Zelensky aveva fatto un altro rimpasto, allora in parte dovuto al coinvolgimento di alcuni ministri in casi di corruzione e a una situazione militare ed economica molto più negativa di oggi.

Una delle ipotesi più accreditate è che il rimpasto di questi giorni sia una conseguenza delle dimissioni del potente capo di gabinetto di Zelensky, Andriy Yermak, avvenute a fine novembre. Yermak era stato coinvolto in un grave caso di corruzione e dopo una certa resistenza aveva dovuto lasciare il suo incarico, da cui di fatto guidava gran parte dell’azione di governo. La prima ministra Svyrydenko era una sua alleata ed era considerata dai media ucraini una sorta di esecutrice delle indicazioni di Yermak. Senza Yermak, Zelensky ha sentito il bisogno di una figura più solida a capo del governo.

La prima ministra uscente Yulia Svyrydenko, in parlamento il 17 luglio 2025 (AP Photo/Vadym Sarakhan)

Allo stesso tempo Zelensky potrebbe avere bisogno di Svyrydenko per un altro incarico molto importante per la situazione attuale dell’Ucraina, quello di ambasciatrice negli Stati Uniti. L’attuale ambasciatrice Olha Stefanishyna, in carica da meno di un anno, potrebbe presto lasciare il posto – o essere spinta a farlo – per un’altra inchiesta delle autorità anticorruzione, legata alle sue attività prima del trasferimento a Washington. Svyrydenko ha buone relazioni con l’amministrazione di Donald Trump, con cui ha lavorato all’accordo per i metalli rari (firmato a maggio del 2025), ricucendo rapporti compromessi. Zelensky le ha offerto l’incarico, lei non ha ancora accettato.

Altre ragioni politiche per il rimpasto sono una certa difficoltà del governo uscente nei rapporti con il parlamento: Zelensky ha più volte espresso la sua frustrazione per la mancata approvazione di leggi che avrebbero favorito le procedure per l’ingresso nell’Unione Europea. Nel messaggio con cui comunicava l’inizio del nuovo governo ha sottolineato l’importanza di «attuare più rapidamente gli accordi» stipulati con i partner internazionali.