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  • Mercoledì 1 luglio 2026

Più di un milione di immigrati hanno fatto domanda di regolarizzazione in Spagna

Superando di molto le previsioni del governo Socialista di Pedro Sánchez, uno dei pochi in Europa ad avere posizioni aperte sull'immigrazione

Migranti in coda per ottenere i formulari e documenti necessari per la regolarizzazione a Barcellona, il 21 aprile 2026 (AP/Emilio Morenatti)
Migranti in coda per ottenere i formulari e documenti necessari per la regolarizzazione a Barcellona, il 21 aprile 2026 (AP/Emilio Morenatti)
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In Spagna circa 1,3 milioni di immigrati irregolari hanno fatto domanda di regolarizzazione entro il 30 giugno, l’ultimo giorno in cui era possibile farlo. È un numero molto più alto rispetto alle stime del governo di centrosinistra di Pedro Sánchez, che aveva parlato di 500mila persone.

La regolarizzazione è prevista da un decreto approvato dal governo a metà aprile. Possono fare richiesta le persone straniere arrivate in Spagna in modo irregolare prima del 31 dicembre 2025, che hanno passato nel paese almeno cinque mesi continuativi e che non hanno precedenti penali, né in Spagna né nei paesi d’origine. Se approvata permetterà di ottenere il permesso di residenza per vivere e lavorare nel paese per un anno, rinnovabile per un altro anno.

Sánchez ha sostenuto che la procedura permetterà di riconoscere diritti e tutele agli stranieri senza documenti, e a fare in modo che anche loro paghino tasse e contributi. Ha anche presentato un piano per favorire l’integrazione delle persone che verranno regolarizzate, con un finanziamento iniziale di 500 milioni di euro. È una decisione in linea con altre del suo governo, che ha sempre difeso l’importanza dei flussi migratori per contrastare l’invecchiamento della popolazione e sostenere la crescita economica: una linea opposta a quella dell’Unione Europea e di gran parte dei suoi paesi membri, che negli ultimi anni hanno approvato politiche molto restrittive.

Migranti in coda per ottenere documenti necessari alla regolarizzazione a Barcellona, il 29 aprile 2026 (AP Photo/Emilio Morenatti)

Migranti in coda per ottenere documenti necessari alla regolarizzazione a Barcellona, il 29 aprile 2026 (AP Photo/Emilio Morenatti)

La procedura per presentare le domande è cominciata il 16 aprile, e con il passare delle settimane è diventato sempre più chiaro che il governo ne aveva sottostimato la portata. All’inizio c’erano stati problemi e lunghe code agli uffici pubblici per ottenere i documenti necessari a fare domanda, poi il processo si è normalizzato ed è diventato più efficiente. Potrebbero però esserci altri intoppi: per esempio, la polizia ha chiesto al governo di mettere a disposizione più risorse per evitare ritardi in pratiche come la raccolta delle impronte digitali e l’emissione di carte d’identità temporanee per stranieri.

Dal momento in cui una richiesta viene presentata, le autorità spagnole hanno tre mesi di tempo per approvarla: se non succede si riterrà scartata d’ufficio.

Quella in corso è la settima regolarizzazione straordinaria per i migranti senza documenti in Spagna: le altre erano state nel 1986, nel 1991, nel 1996, nel 2000, nel 2001 e nel 2005. Tre erano state decise da governi conservatori e l’ultima era stata approvata dal governo socialista di José Luis Zapatero: aveva portato alla regolarizzazione di circa 576mila migranti senza documenti, su un totale di 691.655 richieste. Era stata la più grande di tutte fino a ora.

La regolarizzazione attuale era stata chiesta da vari settori della società spagnola, tra cui associazioni che si occupano di accoglienza dei migranti, la Chiesa cattolica e le associazioni degli imprenditori e dei produttori agricoli, che hanno bisogno di manodopera. L’economia spagnola negli ultimi anni è cresciuta molto e si stima che il PIL nel 2026 crescerà del 2,2 per cento, molto più della media europea. Questo è stato possibile anche grazie all’immigrazione, che ha permesso che ci fossero persone disposte a svolgere lavori poco attraenti per gli spagnoli.

All’inizio anche il Partito Popolare – il principale partito di centrodestra spagnolo, all’opposizione – aveva sostenuto la regolarizzazione: poi però si è spostato su posizioni sempre più contrarie, avvicinandosi a quelle di Vox, il principale partito di estrema destra, i cui consensi sono in crescita da anni.

La regolarizzazione è diventata una questione molto divisiva, e diversi governi locali di centrodestra l’hanno criticata. Nei giorni scorsi la Corte Suprema, l’organo giudiziario di più alto livello in Spagna, ha detto che sta considerando di presentare una richiesta alla Corte di giustizia dell’Unione Europea per valutare se la regolarizzazione è contraria alle leggi europee. I governi locali di Aragona e della Comunità Valenciana, entrambi controllati dal Partito Popolare, hanno anche fatto ricorso alla Corte Suprema, chiedendo che il processo di regolarizzazione venga sospeso nell’attesa di sapere se è conforme alle norme europee.