Trump ha guadagnato tantissimo dalle criptovalute
Più di un miliardo di dollari nel 2025, in modo inedito per un presidente e tra molti conflitti d'interesse

Nel 2025 il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha guadagnato oltre un miliardo di dollari da investimenti nelle criptovalute: nel primo anno del secondo mandato i suoi guadagni personali hanno avuto un aumento senza precedenti per un presidente, a cui hanno contribuito anche accordi per sfruttare il marchio Trump, guadagni nel settore immobiliare e pagamenti ricevuti per accordi extragiudiziali.
I dati sulla situazione finanziaria di Trump arrivano dalla dichiarazione patrimoniale presentata all’Ufficio per l’etica governativa. È un documento che deve essere presentato ogni anno da tutti i presidenti e dalle persone con un ruolo governativo: quello di Trump per il 2025 è di 927 pagine, mentre i predecessori Joe Biden e Barack Obama ne avevano presentati di 11 e 8 pagine rispettivamente, nei loro ultimi anni di incarico.
Nessun presidente ha mai fatto tanti affari come Trump, che di fatto non ha chiuso o sospeso le sue attività finanziarie personali, affidandole a un fondo indipendente, come accaduto in passato.
La pubblicazione dei documenti ha riacceso le critiche, provenienti sia da ambienti Democratici che Repubblicani, sui molteplici conflitti di interesse della presidenza di Trump, a partire dagli investimenti nel mondo delle criptovalute, che dipendono fortemente dalle regolamentazioni decise dalla sua amministrazione.

Donald Trump nello Studio Ovale, il 29 giugno 2026 (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)
La parte più importante dei guadagni di Trump arriva da quel settore, che si è impegnato a liberalizzare e sostenere sin dai primi giorni del suo secondo mandato: Trump ha guadagnato 635 milioni di dollari di royalties legate alla criptovaluta che ha creato e che porta il suo nome: è più precisamente un meme coin, una forma di criptovaluta altamente speculativa. Altri 500 milioni di dollari provengono dalla vendita di criptovalute e token attraverso la società World Liberty Financial, fondata espressamente per operare nel settore. Non si tratta quindi di valori potenziali, ma di guadagni reali.
Trump ha poi incassato 86,5 milioni di dollari da accordi extragiudiziali per chiudere processi: fra questi, 24,5 milioni da Meta, 16 da Paramount e 16 da Disney. Ha inoltre avuto profitti da investimenti sul mercato finanziario, soprattutto con le azioni di Amazon, Meta, Nvidia e Tesla.
Sono aumentate le entrate anche dalle proprietà immobiliari e soprattutto dai club di golf, diventati luoghi in cui si iscrivono sostenitori, donatori e persone che cercano un contatto al presidente. Trump ha notevolmente aumentato i costi d’iscrizione: il resort di Mar-a-Lago in Florida ha incassato 77 milioni di dollari (contro 50 del 2024) e quello di National Doral, sempre in Florida, 122 (contro 110).
Fra le altre entrate si segnalano accordi multimilionari per lo sfruttamento del marchio Trump in investimenti immobiliari in Romania, India e Medio Oriente, 4,7 milioni di dollari di ricavi dagli orologi a marchio Trump, quasi due milioni di royalties per il libro Save America. Trump continua a ricevere anche una pensione da 6.484 dollari al mese dalla Screen Actors Guild, un sindacato che rappresenta attori di cinema e televisione.
I documenti pubblicati dall’Ufficio per l’etica governativa non riguardano affari e ricavi della Trump Organization, l’azienda di famiglia che attualmente è guidata dai due figli maggiori Donald Jr. e Eric. Anche la moglie Melania ha dovuto presentare la stessa dichiarazione: le sue maggiori entrate sono costituite da un pagamento di 10,7 milioni di dollari per il documentario Melania prodotto da Amazon e 6 milioni per i diritti sulla criptovaluta che porta il suo nome.



