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  • Sabato 15 agosto 2026

L’equipaggio della portaerei USS Lincoln è allo stremo

Come era già successo alla USS Ford, impegnata sempre in Medio Oriente: gli Stati Uniti ne stanno mandando un'altra per sostituirla

La portaerei USS Abraham Lincoln in navigazione nel mare d'Arabia, il 6 febbraio 2026
La portaerei USS Abraham Lincoln in navigazione nel mare d'Arabia, il 6 febbraio 2026 (US CENTCOM/Handout/Anadolu via Getty Images)
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Il governo statunitense ha fatto sapere che sostituirà con un’altra portaerei la USS Abraham Lincoln, che si trova in Medio Oriente. La decisione è legata alle varie denunce emerse sulle condizioni dell’equipaggio a bordo, dopo otto mesi e mezzo ininterrotti di missione, quando tipicamente il dispiegamento dura sei mesi. Era già andata così per un’altra portaerei, la Gerald R. Ford, che a maggio era stata richiamata in seguito a segnalazioni simili. La Ford era stata in mare ancora di più, dalle operazioni contro il Venezuela dello scorso inverno fino a diversi mesi dopo l’inizio della guerra contro l’Iran, cominciata a fine febbraio.

La Lincoln ha un equipaggio di 5mila persone ed era salpata a novembre dagli Stati Uniti. Ha partecipato alla guerra in Medio Oriente e al blocco navale imposto dagli Stati Uniti ai porti iraniani. Una lettera dei senatori Democratici e le testimonianze dei familiari dell’equipaggio hanno evidenziato una situazione di grossa insofferenza a bordo, poi raccontata anche dai media specializzati: ci sono casi di burnout, scarsità di cibo fresco, problemi alle tubature.

Il deterioramento della salute mentale è uno dei punti sottolineati più di frequente dalle famiglie. La missione della Lincoln è stata pesante: ha sostenuto 40 giorni consecutivi di operazioni di combattimento, che limitano molto le comunicazioni con le famiglie. Ha passato più di 200 giorni in mare, mentre in situazioni normali ogni 30-40 giorni si attracca per i rifornimenti, la manutenzione e riposare. Secondo le ricostruzioni dei media specializzati, ci sono stati alcuni casi di marinai che hanno cercato di buttarsi in mare.

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth in chiamata con la Lincoln:
ha più volte sostenuto che siano tutte montature dei media

Tradizionalmente il comandante di una nave da guerra può richiedere un beer day, cioè un’interruzione del dispiegamento per rifiatare, quando l’equipaggio è stato in mare più di 45 giorni consecutivi: la Lincoln ne avrebbe avuto diritto ad almeno cinque.

Uno dei problemi più raccontati, già dalla scorsa primavera, è la penuria di alimenti freschi, come verdura e latte, che solitamente vengono caricati durante le soste in porto. A seconda delle dimensioni dell’equipaggio, ogni giorno una portaerei serve qualcosa come 15mila pasti.

Per questo motivo si è fatto affidamento sulle scorte e sul cibo congelato, anzitutto carne. Un familiare di un marinaio della Lincoln ha detto a BBC News che ha perso decine di chili ed è anche sfinito per il rumore continuo degli aerei e le vibrazioni della nave. Ci sono stati inoltre problemi nella ricezione dei pacchi da casa, che spesso contengono generi di conforto.

Il New York Times ha ricostruito che i problemi alle forniture erano iniziati dopo i primi giorni di guerra, quando l’Iran aveva colpito e danneggiato estesamente la base navale statunitense di Manama, in Bahrein, una delle due principali basi logistiche della marina in Medio Oriente (l’altra è Fujairah, sulla costa degli Emirati sul golfo di Oman).

Da allora gli Stati Uniti hanno fatto affidamento perlopiù sulla base britannica di Diego Garcia, che si trova nell’arcipelago delle Chagos e però è molto più lontana: a più di 3.500 chilometri dalla zona delle operazioni. Probabilmente è per questo che lo scorso 20 marzo l’Iran aveva lanciato due missili contro la base (uno intercettato, uno caduto in mare).

Il presidente statunitense Donald Trump ha detto che non è preoccupato per lo stato dell’equipaggio della Lincoln e ha minimizzato sulla durata eccessiva della missione. Ha detto però che verrà sostituita da un’altra portaerei, senza chiarire quale, affinché in Medio Oriente ne restino due (da aprile è presente anche la USS George H.W. Bush). Con ogni probabilità è la USS George Washington, che è partita dal Pacifico e potrebbe arrivare in Medio Oriente nel giro di nove giorni.