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  • Venerdì 14 agosto 2026

In Francia la legge per vietare i social ai minori di 15 anni è stata dichiarata incostituzionale

Secondo la Corte Costituzionale viola la libertà d'espressione: Macron ha già annunciato che preparerà un nuovo testo

Dei ragazzi con gli smartphone a Morzine, in Francia, aprile 2026 (Matt Cardy/Getty)
Dei ragazzi con gli smartphone a Morzine, in Francia, aprile 2026 (Matt Cardy/Getty)
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La Corte Costituzionale francese ha dichiarato l’incostituzionalità della legge che puntava a vietare l’accesso ad alcuni social media a chi ha meno di 15 anni. La legge era stata approvata a luglio dal parlamento dopo un percorso molto travagliato, e sarebbe dovuta entrare in vigore il 1° settembre.

Secondo la Corte la legge costituisce «una violazione inadeguata, non necessaria e non proporzionata» della libertà d’espressione. La legge era stata fortemente voluta dal presidente francese Emmanuel Macron, che ha già incaricato il primo ministro Sébastien Lecornu di lavorare a una nuova bozza della misura che tenga conto delle criticità segnalate dalla Corte, e di farlo «nel minor tempo possibile».

Secondo la Corte la formulazione attuale della legge è troppo lasca, perché finirebbe per essere applicata anche a servizi online per i quali non sono stati accertati effettivi rischi per la salute e per la sicurezza dei minori. La Corte ha anche rilevato che la legge lasciava pochissimo margine di intervento ai genitori, che non avrebbero potuto autorizzare l’accesso dei figli a determinati servizi anche qualora li avessero ritenuti opportuni e sicuri. E ha citato anche un problema relativo alla privacy.

Per impedire l’accesso ai minori di 15 anni, le piattaforme avrebbero dovuto in qualche modo accertare l’età di ogni utente, compresi gli adulti, che pure non erano soggetti al divieto. Il testo però non specificava con quale sistema effettuare questi controlli, né chi fosse responsabile della raccolta o della gestione di questi dati. Un’altra criticità della legge, stando alla sentenza della Corte, è che applica lo stesso divieto a tutti i minori di 15 anni, senza fare distinzioni: un bambino di 8 anni viene trattato allo stesso modo di un ragazzo di 14, senza considerare il suo effettivo grado di maturità.

Secondo il piano iniziale, l’applicazione della legge prevedeva due fasi: dal primo settembre i minori di 15 anni non avrebbero più potuto creare nuovi account. A partire da quella data, poi, le piattaforme avrebbero avuto quattro mesi di tempo per eliminare gli account già esistenti.

La Francia era stata il primo paese europeo ad approvare una legge del genere. Hanno detto di voler introdurre un divieto analogo anche Spagna e Regno Unito, che hanno citato esplicitamente come modello l’Australia, primo paese a introdurre una regolamentazione di questo tipo.