Gli oligarchi ucraini nel Principato di Monaco sono tantissimi
Sono chiamati «battaglione Montecarlo» e ne fa parte anche Vadym Iermolaiev, ferito in un attentato esplosivo

L’oligarca ucraino Vadym Iermolaiev, ferito lunedì in un attentato esplosivo, fa parte di un grosso gruppo di oligarchi ucraini (e non solo) che vivono nel Principato di Monaco. Sono un’ottantina di uomini ricchissimi che dopo l’invasione russa del 2022 lasciarono l’Ucraina insieme alle famiglie, anzitutto per sfuggire alla leva obbligatoria.
Sono soprannominati ironicamente «battaglione Montecarlo», dal titolo di un’inchiesta del giornale ucraino Ukrainska Pravda che dà il nome anche a un caso giudiziario: vari di loro sono stati sanzionati dal governo ucraino (come Iermolaiev) o indagati dall’SBU, i servizi segreti ucraini, per legami con la Russia. Montecarlo è il quartiere più noto e centrale del Principato.
Il Principato di Monaco era una scelta logica per sfuggire alla guerra, anche perché è una zona che queste famiglie già frequentavano da prima, così come il sud della Francia. Fin dagli anni Novanta è una destinazione di vacanze e investimenti immobiliari per la classe ucraina benestante. Per dire della presenza ucraina lì, nel 2018 a Nizza fece il tutto esaurito uno spettacolo di Volodymyr Zelensky, che all’epoca era un popolarissimo comico e personaggio televisivo, e otto mesi dopo sarebbe diventato presidente.
Un’altra ragione, se non la principale, della presenza di molte persone ricchissime non soltanto ucraine è il regime fiscale agevolato del Principato, con alti livelli di segretezza sui capitali. Su questo, un’inchiesta del sito Politico aveva parlato di «riviera degli oligarchi» includendo anche i russi: sosteneva che la loro vita agiata non avesse risentito granché delle sanzioni o della guerra, anche grazie ai passaporti di paesi membri dell’Unione Europea, come Cipro e Malta, che possono essere acquisiti con investimenti relativamente modesti per un oligarca. Iermolaiev aveva rinunciato alla cittadinanza ucraina e ne ha una di Cipro.
Monaco e la Costa Azzurra che gli sta attorno, inoltre, con i loro casinò e locali lussuosi, hanno consentito agli oligarchi di mantenere il vecchio stile di vita sfarzoso. Per questo l’Ukrainska Pravda ha paragonato Saint-Jean-Cap-Ferrat, una località esclusiva della Costa Azzurra con varie ville di oligarchi, a Koncha-Zaspa, uno dei quartieri più elitari della capitale ucraina Kiev. Le famiglie degli oligarchi non si mischiano con la popolazione locale, ma vivono una specie di vita parallela. Abitano in ville che spesso sono protette da scorte armate, si spostano a bordo di macchinoni.

Ville sulla costa di Saint-Jean-Cap-Ferrat, in Francia, in una foto del 2023 (Andrey Rudakov/Bloomberg)
Il «battaglione Montecarlo» è un gruppo composito. Oltre a Iermolaiev, che aveva affari immobiliari soprattutto nella città di Dnipro, ci sono per esempio i fratelli Ihor e Hryhoriy Surkis, con investimenti nel settore calcistico e nelle importazioni di alcolici e tabacco. Ci sono imprenditori televisivi e tre ex parlamentari di Piattaforma di Opposizione – Per la Vita, il maggiore dei partiti filorussi sospesi da Zelensky dopo l’inizio della guerra, che alle elezioni del 2019 aveva preso poco meno di due milioni di voti. Molti oligarchi ucraini, inoltre, sono diventati ricchi grazie ad affari fatti con la Russia, e questo li ha resi sospetti agli occhi del governo ucraino.
Varie persone del «battaglione», quando i media internazionali le hanno raggiunte, hanno sostenuto di appoggiare il governo ucraino nella guerra contro la Russia, o di avere fatto cospicue donazioni alle forze armate (una cosa che hanno fatto gli oligarchi rimasti in patria). Al momento per l’attentato a Iermolaiev le autorità del Principato hanno ipotizzato un movente legato alle sue attività finanziarie, non uno politico.
Infine, Monaco è – o era – considerato un posto estremamente sicuro. Il tasso di criminalità è bassissimo, la città è sorvegliata capillarmente da telecamere e c’è un agente di polizia ogni cento abitanti, uno dei rapporti più elevati del mondo (è frequente nei microstati, che hanno un’estensione limitata e una popolazione esigua: Monaco ha circa 39mila abitanti). Seyar Kurshutov, un altro imprenditore ucraino che vive nel Principato, ha raccontato a Le Monde che Iermolaiev era «ossessionato» dalla sicurezza.

I rilievi della polizia vicino al luogo dell’esplosione a Montecarlo, il 30 giugno (AP Photo/Philippe Magoni)
Non ci sono prove di un coinvolgimento dei servizi segreti ucraini, o russi, nell’attentato. Ciononostante David Rachline, il sindaco di estrema destra di Fréjus, una delle principali località della Costa Azzurra, ha scritto sui social: «Il regime di Kiev ha perso il controllo?».
– Leggi anche: L’attentato nel Principato di Monaco contro un oligarca ucraino
Oltre agli oligarchi, ci sono migliaia di altre persone ucraine che sono arrivate nel sud della Francia per via della guerra. Nella regione di cui fa parte la Costa Azzurra nel 2023 i rifugiati ucraini erano circa 10mila, ma a Monaco ce ne sono molti di meno: in tutto 319. I media locali hanno raccontato che negli ultimi mesi, peraltro, sono aumentati gli atti di vandalismo contro la comunità ucraina fuggita dalla guerra, come danni alle automobili. In un caso, è stato scritto «Tornatene a casa, disertore» sul cofano.
Peraltro, come accennato, a Monaco e in questa stessa parte della Francia c’è anche una decennale presenza di persone russe. Una prima emigrazione avvenne tra gli aristocratici che fuggirono dopo la rivoluzione bolscevica del 1917. In tempi recenti la già citata Ukrainska Pravda ha fatto inchieste pure sulle proprietà degli oligarchi russi.
Anche questa è una cosa che precede la guerra: nel 2018 Le Monde e il giornale russo Novaya Gazeta fecero un’inchiesta intitolata «Come nascondere un patrimonio russo sulla riviera francese», concentrandosi sull’oligarca Boris Rotenberg, un influentissimo amico d’infanzia del presidente Vladimir Putin. La presenza russa è stata così continuativa che Moscow Market, un emporio etnico che vende vodka e magneti con la faccia di Putin, pochi anni fa ha aperto una seconda sede a Cannes dopo quella originaria ad Antibes.



