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  • Mercoledì 24 giugno 2026

Parigi si era preparata al caldo

Negli anni è diventata un modello nella risposta al cambiamento climatico adottando varie contromisure, dalla Senna balneabile alle “isole di freschezza”

Alcune persone fanno il bagno nel Canal Saint-Martin a Parigi (Mohamad Salaheldin Abdelghani Alsayed/Getty Images)
Alcune persone fanno il bagno nel Canal Saint-Martin a Parigi (Mohamad Salaheldin Abdelghani Alsayed/Getty Images)
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Girando per le strade di Parigi in estate è difficile non notare quanto l’amministrazione comunale insista sul tema del caldo. In molti punti della città ci sono cartelli che spiegano come comportarsi durante le ondate di calore, ci sono fontanelle e nebulizzatori che permettono di rinfrescarsi e, più in generale, sono visibili numerosi interventi pensati per rendere sopportabili le giornate più afose.

Domenica 21 giugno queste precauzioni erano particolarmente utili. Mentre più di tre quarti dei dipartimenti francesi erano in allerta rossa con temperature che sfioravano i 40 gradi, centinaia di migliaia di residenti e turisti hanno riempito le strade della città per partecipare alla Fête de la Musique, una manifestazione che ospita ogni 21 giugno centinaia di concerti e dj set nei bar di tutte le città francesi.

Uno dei luoghi più affollati a Parigi era il Canal Saint-Martin, il canale artificiale che si trova a nord della città. Per tutta la giornata è stato pieno di persone che si tuffavano dai ponti o dalle sponde e facevano il bagno per cercare un po’ di sollievo dal caldo.
Qualche giorno prima il sindaco di Parigi Emmanuel Grégoire aveva annunciato che dal 17 giugno sarebbe stato possibile fare il bagno nel canale tutti i giorni tra le 16 e le 20, estendendo poi l’orario come misura per rispondere all’ondata di calore che da diversi giorni sta interessando gran parte dell’Europa occidentale e centrale, e in particolare la Francia.

Negli ultimi anni le grandi ondate di calore arrivano sempre più spesso già a giugno, quando le città europee sono ancora molto popolate e la maggior parte delle persone lavora normalmente. Parigi sta cercando di adattarsi a questa situazione con una serie di politiche pubbliche che puntano a rendere gli spazi urbani più vivibili durante i periodi più caldi. La possibilità di fare il bagno nei canali e nella Senna è probabilmente l’iniziativa più visibile.

Nel 2025 la Senna è stata resa nuovamente balneabile dopo più di 100 anni: l’ultima volta in cui i parigini avevano potuto fare il bagno nel fiume era stato nel 1923. La riapertura alla balneazione della Senna era stata una delle principali promesse dell’ex sindaca Anne Hidalgo, che aveva stanziato più di 1,4 miliardi di euro. Il progetto aveva ricevuto una forte accelerazione in vista delle Olimpiadi del 2024, quando il fiume era stato utilizzato per alcune gare e per le prove degli atleti, dopo anni di lavori e investimenti per migliorarne la qualità delle acque.

Gli altri punti in cui si può fare il bagno apriranno il quattro luglio e chiuderanno a settembre. Sono La Villette, Bercy, Bras Marie e Bras de Grenelle.

Si trovano in zone diverse della città e cercano di coprire più aree possibili, ma tutte all’interno della circonvallazione. In ogni zona c’è un limite alle persone che possono fare il bagno contemporaneamente (tra le 150 e le 300) e a quelle che possono accedere al sito (tra le 200 e le 700). Hanno anche degli orari: di notte le spiagge urbane sono chiuse.

Alcuni tratti delle sponde della Senna vengono trasformati in spiagge (Remon Haazen/Getty Images)

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Sebbene tante città europee stiano sviluppando un piano per adattarsi al clima che cambierà, Parigi ne ha anticipato buona parte. Questa attenzione è dovuta a un precedente di cronaca: nell’agosto del 2003 in Europa ci fu un’ondata di calore molto potente che toccò soprattutto il Portogallo e la Francia, dove morirono 15mila persone. Da quel momento le amministrazioni locali e nazionali prestano generalmente molta attenzione quando ci si trova in condizioni del genere.

Uno degli obiettivi portati avanti dalla sindaca Hidalgo, che è diventata celebre per le sue politiche attente alla sostenibilità, è stato creare le cosiddette «isole di freschezza»: spazi urbani ombreggiati o climatizzati dove le persone possano trovare sollievo durante i periodi di caldo estremo. Oggi il piano climatico di Parigi per il periodo 2024-2030 prevede che nessun abitante debba percorrere più di sette minuti a piedi per raggiungerne una.

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Tra il 2014 e il 2025 sono stati piantati oltre 213mila alberi per aumentare le aree ombreggiate, sono state installate nuove fontanelle pubbliche e il comune ha messo a disposizione una mappa che indica sia i luoghi in cui rinfrescarsi sia i punti di distribuzione dell’acqua. Uno dei progetti più ambiziosi ha riguardato i cortili delle scuole che si riscaldano molto facilmente con le grandi ondate di calore. Per renderli utilizzabili anche durante le giornate calde il comune di Parigi ha attivato un progetto che ha coinvolto 203 cortili scolastici in cui in alcuni punti è stato rimosso l’asfalto (cioè sono stati depavimentati) per sostituirlo con piante e alberi. Rendere più freschi i cortili poi non è servito soltanto per permettere ai bambini di giocare: alcune scuole li aprono ai cittadini durante le ondate di calore, in modo che diventino piccoli rifugi climatici di quartiere.

Nonostante questi interventi, Parigi rimane una città particolarmente vulnerabile al caldo. A contribuire sono sia i materiali con cui gran parte della città è stata costruita, che tendono a scaldarsi molto, sia l’elevata concentrazione di attività umane che generano ulteriore calore.

Nel 2023 la rivista scientifica The Lancet ha pubblicato uno studio sulle conseguenze delle ondate di calore in 854 città europee, rilevando che a Parigi il caldo provoca più morti che in molte altre città del continente, soprattutto a causa dell’elevata densità urbana e della relativa scarsità di spazi verdi.

Le persone più esposte ai rischi delle ondate di calore sono gli anziani, in particolare quelli che vivono in abitazioni non progettate per affrontare temperature così elevate. I palazzi di Parigi sono famosi in tutto il mondo per i loro tetti in zinco, molto caratteristici ma tremendi dal punto di vista dell’isolamento termico: in estate gli appartamenti agli ultimi piani diventano caldissimi. In Francia, inoltre, i climatizzatori domestici sono meno diffusi rispetto ad altri paesi europei.

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Per questo motivo il Comune di Parigi ha sviluppato misure specifiche per la popolazione più anziana. Tra queste c’è il registro «Reflex», al quale possono iscriversi le persone con almeno sessant’anni. Durante le ondate di calore gli operatori comunali contattano gli iscritti per ricordare le precauzioni da adottare e, nei casi di maggiore necessità, possono intervenire direttamente presso le loro abitazioni.

Accanto agli interventi strutturali, sono state introdotte anche misure temporanee per affrontare le giornate più calde. In alcuni cinema del decimo arrondissement, per esempio, gli over 65 e gli under 25 possono assistere gratuitamente alle proiezioni pomeridiane, così da trascorrere le ore più calde in ambienti climatizzati. Alcune piscine delle banlieue parigine resteranno invece gratuite fino alla fine dell’attuale ondata di calore. In questi giorni è stato inoltre ridotto il prezzo dell’abbonamento giornaliero ai trasporti pubblici, con l’obiettivo di incoraggiare residenti e turisti a lasciare l’auto e utilizzare autobus, metro e treni urbani.

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