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  • Mercoledì 17 giugno 2026

Cosa c’è dietro la qualificazione dell’Uzbekistan ai Mondiali di calcio

I buoni risultati delle giovanili e gli interessi del governo autoritario: il datore di lavoro dell’allenatore Fabio Cannavaro è il capo dei servizi segreti

di Valerio Moggia

(Fatemeh Bahrami/Anadolu via Getty Images)
(Fatemeh Bahrami/Anadolu via Getty Images)
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Insieme con Giordania, Curaçao e Capo Verde, l’Uzbekistan è una delle quattro nazionali che quest’anno giocano i loro primi Mondiali maschili di calcio, e il primo paese dell’Asia Centrale a riuscirci. È anche una delle tre nazionali arrivata ai Mondiali con un allenatore italiano: il Brasile con Carlo Ancelotti (che ha pareggiato la prima partita contro il Marocco), la Turchia con Vincenzo Montella (che ha perso 2-0 contro l’Australia) e l’Uzbekistan con Fabio Cannavaro, che nel 2006 vinse i Mondiali e il Pallone d’oro.

La prima qualificazione ai Mondiali e la presenza di Cannavaro sono senz’altro due elementi che rendono interessante l’Uzbekistan, ma non gli unici. Dietro alla qualificazione – senz’altro agevolata dal fatto che quest’anno ci sono 48 squadre anziché 32 – ci sono ragioni più profonde, che passano dai buoni risultati a livello giovanile e che partono dal rinnovato interesse verso il calcio di chi dal 2016 governa il paese in modo autoritario.

Fino al 1991 l’Uzbekistan era parte dell’Unione Sovietica, e in seguito è rimasto a lungo abbastanza chiuso e isolato a livello politico e diplomatico. La sua capitale è Tashkent, che ha più di 3 milioni di abitanti, ma la città che forse conoscete, magari senza ricordare che è lì, è Samarcanda, storico punto di passaggio per la Via della Seta, la rotta commerciale terrestre che anticamente collegava l’Europa occidentale con l’Asia orientale.

Nel calcio l’Uzbekistan è stato quasi sempre marginale, anche in epoca sovietica. Pochissimi giocatori uzbeki sono arrivati a giocare stabilmente nella nazionale sovietica e nessuno è mai stato convocato per i Mondiali. Nel 1968 l’attaccante Berador Abduraimov vinse la classifica dei marcatori del campionato sovietico, giocando nel Pakhtakor di Tashkent. L’evento più conosciuto nella storia del calcio uzbeko di epoca sovietica è drammatico, e nemmeno strettamente calcistico: il disastro aereo del 1979 in cui morirono 178 persone, tra cui 17 giocatori del Pakhtakor.

Negli ultimi anni le cose sono cambiate. Questa volta l’Uzbekistan è stato addirittura uno dei primi paesi a qualificarsi per i Mondiali. Lo fece già nel giugno del 2025, arrivando secondo dietro all’Iran nella terza fase delle qualificazioni asiatiche. Da alcuni mesi la squadra era allenata dall’uzbeko Timur Kapadze, che a sua volta nel gennaio 2025 era subentrato all’esperto allenatore sloveno Srečko Katanec, dimessosi per motivi di salute.

Come non mancò di far notare il suo amico Gennaro Gattuso, Cannavaro fu scelto come allenatore dell’Uzbekistan nell’ottobre del 2025, quindi a qualificazione già acquisita. E fu scelto principalmente per la sua esperienza nel calcio asiatico. In Europa, infatti, Cannavaro non ha ottenuto granché come allenatore (tra il 2022 e il 2025 ha guidato il Benevento, l’Udinese e la Dinamo Zagabria), mentre in Asia è apprezzato, avendo allenato in Cina e in Arabia Saudita tra il 2014 e il 2019. Kapadze fu esonerato nonostante il buon lavoro, ma ha continuato a collaborare con Cannavaro, scelto anche per essere un personaggio conosciuto nel mondo del calcio.

Fabio Cannavaro, 52 anni (Christopher Pike – FIFA/FIFA via Getty Images)

Negli ultimi anni alcuni calciatori dell’Uzbekistan sono arrivati a giocare in Europa. In Italia il più noto è il trentenne capitano Eldor Shomurodov, di proprietà della Roma ma in prestito all’Istanbul Başakşehir, squadra della Serie A turca in cui ha segnato 21 gol in 33 partite. È uzbeko anche Abdukodir Khusanov, 22enne difensore che nel 2025 il Manchester City acquistò per 40 milioni di euro.

Khusanov è stato tra i protagonisti dei recenti successi a livello giovanile dell’Uzbekistan, che nel 2023 vinse la Coppa d’Asia Under 20, nel 2024 arrivò in finale nella Coppa d’Asia U23 e nel 2025 vinse quella Under 17. La nazionale Under 23, che dal 2022 al 2024 è stata allenata da Kapadze, poi promosso alla nazionale “maggiore”, partecipò al torneo di calcio delle Olimpiadi di Parigi 2024. Sono tutti segni di una crescita generale, di cui i risultati della nazionale maggiore sono una conseguenza. Un altro segnale dell’interesse sta nel fatto che nel 2027 l’Uzbekistan organizzerà i Mondiali Under 20 insieme con l’Azerbaijan.

Eldor Shomurodov esulta dopo un gol segnato durante le qualificazioni (Anvar Ilyasov/Getty Images)

Nel 2008 le parole “calcio” e “Uzbekistan” finirono nelle stesse frasi, e negli stessi titoli, per il trasferimento al Bunyodkor, forte squadra della capitale Tashkent, di Rivaldo, 36enne attaccante brasiliano e vincitore del Pallone d’oro nel 1999, che andò in Uzbekistan dopo aver giocato per Barcellona e Milan, e prima di tornare a giocare in Brasile (con in mezzo una parentesi nel campionato angolano). L’arrivo di Rivaldo era parte del tentativo di sfruttare il calcio a fini propagandistici di Gulnara Karimova, la figlia di Islam Karimov, presidente dell’Uzbekistan dal 1991 fino alla sua morte nel 2016. Le cose finirono male: nel 2017 e nel 2020 Karimova fu condannata per truffa e riciclaggio per complessivi 18 anni, e al momento è in detenzione domiciliare.

A guidare il paese dal 2016 è Shavkat Mirziyoyev, che per 13 anni era stato primo ministro, e che dopo Karimov continuò a governare il paese in modo autoritario. A differenza del predecessore, Mirziyoyev sta puntando più sui rapporti con i paesi occidentali, tra le altre cose aprendo l’Uzbekistan al turismo e agli investitori stranieri. Fino a una decina di anni fa, infatti, entrare e uscire dal paese era molto complicato, e l’economia ruotava principalmente attorno alla coltivazione del cotone. Oggi l’Uzbekistan è tra i principali esportatori di oro, rame e gas naturale al mondo, e la Banca Mondiale lo classifica tra le economie più in crescita nell’area eurasiatica.

Il calcio è diventato così uno degli strumenti su cui il governo sta investendo per aumentare la propria visibilità internazionale, con le conseguenti accuse di “sportwashing”. La Federazione calcistica uzbeka è stata radicalmente riformata nel 2018 e da qualche anno è di fatto gestita dai vertici militari: l’attuale presidente è Bakhodir Kurbanov, il capo dei servizi segreti.

Il presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev (Uzbek Presidency/Anadolu via Getty Images)

In Uzbekistan sono stati fatti grandi investimenti nel calcio giovanile, nella formazione degli allenatori locali e nel sistema di scouting nazionale. Ma anche nella costruzione di nuovi stadi: il progetto più importante, ufficializzato a fine 2025, prevede di spendere circa 100 milioni di euro per un impianto da 50mila posti, presentato come il più avanzato stadio di calcio di tutta l’Asia. Il piano prevede di costruire lo stadio a New Tashkent, il nuovo progetto urbanistico in costruzione dal 2023 accanto alla capitale attuale.

Lo sviluppo sportivo dell’Uzbekistan, comunque, non si ferma al calcio. Alle Olimpiadi di Parigi la delegazione uzbeka ha ottenuto il suo miglior risultato di sempre, con 13 medaglie totali, di cui 8 d’oro (quasi tutte negli sport di combattimento). Anche questi risultati sono parte dei piani di Mirziyoyev per promuovere quello che lui definisce “Nuovo Uzbekistan”: non è mai stato chiarito a cosa si riferisca nel concreto, ma è diventato un tema ricorrente nella propaganda del governo. Quando la nazionale di calcio ha ottenuto la qualificazione ai Mondiali del 2026, Mirziyoyev ha celebrato questo successo dicendo proprio che servirà a «rafforzare ulteriormente l’autorità internazionale del Nuovo Uzbekistan».

– Leggi anche: L’Uzbekistan e la democrazia continuano a non andare d’accordo

A livello calcistico, il “Nuovo Uzbekistan” allenato da Cannavaro ha giocato finora solo partite amichevoli: ne ha vinte tre (contro Kuwait, Egitto e Gabon), ha pareggiato contro Iran e Venezuela e ha perso per 2-1 contro l’Uruguay e – più di recente, in preparazione a questi Mondiali – ha perso 2-0 contro il Canada e 2-1 contro l’Olanda. Sono comunque dei buoni risultati, visto il livello della squadra, che ha messo in mostra una difesa solida giocando contro una squadra di livello nettamente maggiore.

L’Uzbekistan debutterà ai Mondiali contro la Colombia nella notte italiana tra il 17 e il 18 giugno, e affronterà poi il Portogallo e la Repubblica Democratica del Congo. Per accedere alla fase successiva bisogna arrivare nei primi due posti di ogni girone o essere tra le migliori terze (ne passano 8 su 12). Visto l’alto livello del suo gruppo, per l’Uzbekistan sembra un risultato abbastanza proibitivo. I progressi nel calcio giovanile, gli investimenti e la prospettiva di chi governa il paese fanno pensare però che i veri obiettivi siano più di lungo termine.